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Prato

il caso di montemurlo

Avviso di garanzia per violenza sessuale al prof denunciato

Avviso di garanzia per violenza sessuale al prof denunciato

PRATO. I carabinieri del Nucleo investigativo hanno notificato ieri un avviso di garanzia nel quale si ipotizza il reato di violenza sessuale su minore all’insegnante dell’Istituto d’arte di...

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PRATO. I carabinieri del Nucleo investigativo hanno notificato ieri un avviso di garanzia nel quale si ipotizza il reato di violenza sessuale su minore all’insegnante dell’Istituto d’arte di Montemurlo che lo scorso 17 dicembre è stato denunciato da una sua alunna sedicenne. La ragazza sostiene di essere stata molestata più di una volta e ha registrato anche una conversazione col professore, che è stata poi consegnata ai carabinieri. Lo scorso 7 gennaio, alla ripresa delle lezioni, il padre della ragazza ha messo in atto una plateale protesta davanti ai cancelli della scuola di Montemurlo perché non accetta che il docente possa continuare a insegnare nella stessa scuola, anche se il preside ha disposto che non insegni nella classe della sedicenne.

I carabinieri, su disposizione del procuratore facente funzioni Antonio Sangermano, hanno notificato al professore un avviso di garanzia per i reati 609 bis e ter del Codice penale (l’aggravante di aver messo in atto le presunte molestie dentro una scuola). I militari l’avevano già cercato sabato, ma non erano riusciti a rintracciarlo. Nella stessa giornata di sabato la sedicenne si è sottoposta a un colloquio protetto con una psicologa nell’ambito dell’indagine, colloquio che era stato bruscamente interrotto giovedì quando il padre aveva litigato coi carabinieri nella caserma di via Picasso. Particolarmente delicata la posizione del docente, sposato e con figli, nei confronti del quale le autorità scolastiche finora non hanno preso alcun provvedimento, in attesa degli sviluppi dell’indagine.

Nei giorni scorsi l’Ufficio scolastico provinciale, delegato dall’ufficio regionale a trattare l’aspetto disciplinare della vicenda, aveva spiegato di aver ricevuto la segnalazione del preside Gaetano Flaviano tra Natale e Capodanno e di aver avviato una procedura che consiste nell’avviso di contestazione all’insegnante, che poi ha 40 giorni per chiedere di essere sentito o inviare una memoria difensiva scritta. Da quel momento le autorità scolastiche hanno tre mesi per prendere una decisione, in un senso o nell’altro.

Il professore, a quanto se ne sa, nega di aver molestato la sua allieva e ribadirà la sua posizione, ma in un verbale che porta la data del 18 dicembre, il preside e due suoi colleghi sembrano averlo già “condannato” perché hanno messo nero su bianco che, dopo aver ascoltato l’audio registrato dalla studentessa, «risulta che quanto riferito dall’alunna è veritiero». In effetti alcuni passaggi di quella registrazione sembrano inchiodare l’insegnante alle sue responsabilità, quantomeno sull’opportunità di avere una confidenza di un certo tipo con una sua allieva, ma di qui a provare la colpevolezza per un reato di violenza sessuale (seppur nella forma delle molestie) ce ne corre.

Toccherà alla magistratura fare luce sull’episodio.

Paolo Nencioni

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