Il dolore
Bosi: Prato punta all’assessore regionale
Diretto il segretario Pd : «E non daremo deleghe in bianco»
PRATO. Parte da un manifesto su questioni e problemi della città – nel giorno dell’assemblea regionale dei democratici - la campagna del Pd di Prato per le elezioni regionali fissate per il prossimo maggio. E parte da un’aspirazione: “Più Prato in Toscana” che non è altro che il titolo del lavoro che occuperà partito, forze sul territorio, iscritti, amministratori, per tutto gennaio.
Fase preparatoria, di riscaldamento dei motori con un obiettivo: «Raccoglie idee e proposte dalla base – spiega il segretario Provincia pd Gabriele Bosi - che diventeranno la cornice del programma dei candidati al consiglio regionale». Sei incontri a tema (lavoro, sanità e sociale, scuola, cultura, urbanistica e ambiente, infrastrutture e mobilità) che si svolgeranno sui territori con partenza da Oste il 12 gennaio per parlare di lavoro, sviluppo innovazione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.10660028:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/gabriele-bosi-puntiamo-ad-avere-un-assessore-pratese-in-regione/41952/42996]]
E siccome il giovane Pd pratese sull’innovazione punta, la partecipazione sarà anche on line. «Una sezione del sito del Pd di Prato – spiega Linda Pieragnoli , che è appunto responsabile innovazione del partito – sarà dedicata alla campagna con la possibilità per ognuno di iscriversi, seguire il dibattito e fare proposte. Un ‘esperienza che abbiamo già fatto per la campagne elettorale delle amministrative – afferma – che ha dato ottimi frutti e che vogliamo replicare perché non utilizzare i nuovi strumenti sarebbe un passo indietro». Alla fine, poi, si farà una sintesi: «Siamo la seconda città della Toscana – conclude Pieragnoli – le nostre idee vanno ascoltate».
Ma i giochi sempre piuttosto vivaci a Prato, per riuscire ad entrare in un consiglio regionale ridotto ai minimi termini (invece di 55 consiglieri saranno 40) sono già iniziati? Di sicuro, ma ancora sotto traccia: troppo presto per il “toto nomi”. Di sicuro - perché così prevede la legge regionale - Prato presenterà sei candidati (tre uomini e tre donne perché l’alternanza di genere è obbligatoria, il minimo è di quattro nomi), di sicuro non ci saranno le primarie «perché si vota con le preferenze - afferma Bosi – e quindi diventano superflue», altrettanto certamente non ci saranno listini bloccati perché così ha voluto il Pd toscano.
Dunque, la prossima tornata elettorale per le regionali – in pista per il secondo mandato Enrico Rossi, chi lo sfiderà dovrà raccogliere 8mila firme tra gli iscritti o circa 150 dell’assemblea regionale, una missione difficilissima - si giocherà tutta sui voti veri: quelli che andranno alla lista e i candidati che la compongono.
A Prato toccherà un solo consigliere regionale (il secondo potrebbe scattare sole se il Pd superasse il 45% di preferenze perché in quel caso il partito conquisterebbe il premio di maggioranza e si aprirebbe uno spiraglio sul candidato arrivato alla ventiquattresima posizione: una speranza labile). Quindi, tanti aspiranti ma pochissime poltrone: una lotta all’ultimo sangue tra chi in quel listino vorrà assolutamente esserci.«Il mio ruolo – precisa Bosi – sarà quello, come per le amministrative, di raccogliere le auto candidature (che per ora non ci sono, entro febbraio però la lista dovrà essere completa, in marzo l’appuntamento in direzione regionale per il via libera, quindi l’inizio della campagna elettorale vera e propria ndr), individuare persone che il partito ritiene meritevoli di partecipare alla tornata elettorale, cercando di mantenere ben salda l’unità ». Lavoro difficile.
Ed è sempre Bosi che precisa la linea del Pd di Prato nei confronti del –per il momento unico - candidato presidente regionale, Rossi: «Se il partito regionale lo sceglierà anche Prato lo sosterrà, ma la nostra intenzione non è dare deleghe in bianco, prima è necessario capire se il candidato presidente accetterà il programma che Prato confezionerà proprio attraverso la campagna che sta per iniziare». Infine un ulteriore auspicio. «Sarebbe ora – conclude Bosi – che Prato avesse un rappresentante nella giunta regionale che è mancato e si è sentito, in termini di attenzione su Prato, la scorsa legislatura. Abbiamo cose importanti da dire e da fare, sarebbe un giusto riconoscimento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
