Il Tirreno

Prato

BANDO DI EDILIZIA POPOLARE

Si prevede l’arrivo di duemila domande

Si prevede l’arrivo di duemila domande

PRATO. A Natale tutti più buoni, ma non per gli sfratti. A cavallo delle feste, sono arrivate dieci ingiunzioni alle famiglie pratesi. Un trend che a Prato diventa sempre più preoccupante: si parla...

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PRATO. A Natale tutti più buoni, ma non per gli sfratti. A cavallo delle feste, sono arrivate dieci ingiunzioni alle famiglie pratesi. Un trend che a Prato diventa sempre più preoccupante: si parla di quattro sfratti al giorno per morosità, rispetto ai due della media regionale. La crisi morde sempre di più e in questo momento a pagarne il prezzo sono 180 nuclei familiari (per un totale di 500 persone) che si trovano in situazioni di emergenza alloggiativa, ovvero sistemati in affittacamere, casa famiglie o appartamenti privati individuati dal Comune l’associazione “Il Casolare” collegata alla Caritas. «Ma – ammette la responsabile dei servizi sociali Rosanna Lotti - ultimamente abbiamo difficoltà a reperire sistemazioni. Sono soprattutto i nuclei stranieri i più colpiti dall’emergenza alloggiativa, in mancanza di una rete familiare che li possa supportare. In aumento anche gli italiani in difficoltà». Il bando di edilizia popolare in arrivo potrebbe rappresentare un’ancora di salvezza per queste persone in difficoltà. «Si prevedono 2mila domande – fa sapere l’assessore alle politiche sociali Luigi Biancalani - a fronte delle 1600 del 2010 quando fu possibile sistemare il 12% di queste».

A poco sono servite le misure tampone previste dal contributo “scanso sfratto” per gli affittuari morosi (l’ultimo bando, finanziato con fondi regionali, è scaduto il 31 dicembre scorso) perché, come fanno sapere dal Comune, chi ha usufruito del beneficio nel 2013 per prevenire la morosità poi non è riuscito a pagare il canone d’affitto nel corso del 2014. Il passo successivo, purtroppo, è lo sfratto. Con la mancata proroga del blocco degli sfratti, decine di famiglie rischiano di trovarsi senza un tetto sopra la testa. Si fa presto però a parlare di casa popolare.

Nella visione di Valerio Barberis, assessore ai lavori pubblici, il futuro dell’edilizia pubblica dovrebbe andare a braccetto con progetti di recupero sociale. (m.l.)

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