Il Tirreno

Prato

emergenza casa

Nel 2015 pronti 47 nuovi alloggi popolari

di Maria Lardara
La conferenza stampa sugli alloggi popolari: l'assessore Barberis, l'assessore Biancalani e il presidente dell'Epp Mazzoni
◗
La conferenza stampa sugli alloggi popolari: l'assessore Barberis, l'assessore Biancalani e il presidente dell'Epp Mazzoni

Prato, l'Epp acquisterà dai privati 124 appartamenti per un costo di circa 23 milioni di euro. Sono 180 le famiglie che vivono in sistemazioni provvisorie

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Chi l’ha detto che le case popolari devono per forza stare in periferia? Nella geografia dell’edilizia residenziale pubblica potrebbero entrare due zone “difficili”: via Filzi, nel cuore del Macrolotto 0, e via Pier Cironi, nel cosiddetto triangolo africano dentro le mura. E senza bisogno di tirare su nuovi mattoni. Immobili già in piedi, insomma, che darebbero così una risposta alla fame di edilizia sociale in città.

A caccia di immobili. Epp, la partecipata comunale che si occupa di edilizia popolare, ha ricevuto nei giorni scorsi 12 manifestazioni d’interesse sul bando scaduto il 31 dicembre che, recependo una delibera della Regione Toscana, prevede la possibilità di acquisto di edifici privati da adibire a case popolari. Conti alla mano, la spesa presunta sarà quasi di 23 milioni di euro per un totale di 124 alloggi. A farsi avanti anche la società umbra Sea spa che ha rilevato il complesso della Valore di via Filzi con i suoi 55 appartamenti vuoti e mai terminati. «Siamo stati i primi a pubblicare questo bando – precisano Federico Mazzoni e Fabio Cipriani, rispettivamente presidente e responsabile tecnico di Epp -: la Regione dovrà individuare le procedure per l’acquisto degli immobili da parte nostra».

Alloggi sfitti e... Piove sul bagnato ma per poco. Per risolvere l’emergenza alloggiativa in città servirebbe un tetto per 180 famiglie che vivono in affittacamere o case famiglia indicate dai servizi sociali. In questo momento, su 1667 alloggi locati regolarmente, 26 sono sfitti, di cui una da demolire (si tratta di un immobile adiacente a Porta Santa Trinita) e 25 perché bisognosi di manutenzione.

«Non possiamo permetterci di lasciarli sfitti – ammette Mazzoni - perché rappresentano “oro” in un momento in cui tante famiglie aspettano un alloggio. Per risistemarli, tra impianti e finiture, occorre spendere 506mila euro, per i quali siamo in attesa dei finanziamenti previsti dal piano casa varato dal governo Renzi nella primavera scorsa. Altrimenti, dovremmo reperire risorse proprie».

…Occupati senza titolo. Il presidente di Epp non le definisce «occupazioni abusive». Abusive no, irregolari sì. Casi di abitazioni di cui l’assegnatario ufficiale è venuto meno e perciò passate di mano a congiunti (il figlio, ad esempio) senza averne titolo. A Tavola, ad esempio, su uno degli alloggi popolari destinati alle giovani coppie è nato un contenzioso dopo la separazione dei coniugi.

Prossimi step. Viaggia a pieno ritmo la tabella di marcia dei cantieri di edilizia pubblica. Nel 2014 sono state consegnate 42 unità abitative (Tavola e viale Galilei), mentre sono pronte le chiavi di altre 18 appartamenti (fine gennaio, sempre viale Galilei) ed entro il 2015 arriveranno altri 29 alloggi a San Giusto.

Requisiti nuovi. Doveva uscire a novembre il nuovo bando comunale per l’assegnazione delle case popolari (l’ultima risale al 2010). «Il ritardo – precisa Luigi Biancalani, assessore alle politiche sociali - non dipende dai nostri uffici. La Regione sta mettendo mano alla modifica delle legge 96 del 1996 che norma l’edilizia popolare. Tra le novità, l’obbligo di residenza sul territorio da almeno cinque anni».

Un requisito per consentire agli italiani di entrare più facilmente in graduatoria? In realtà, rispetto a questo tema, Biancalani tiene a fare chiarezza: «A Prato su 1476 utenti di Epp, 1343 sono assegnatari italiani: le case popolari consegnate agli stranieri sono il 9%. Questo per rispondere a chi ci accusa di penalizzare gli italiani nell’assegnazione degli alloggi» .

Manutenzioni, tasto dolente. Epp respinge al mittente le critiche sulla mancata manutenzione dei suoi immobili. «Certi atteggiamenti da assistito sociale – riprende il presidente Mazzoni - francamente sono sbagliati. Abbiamo un ufficio che risponde alle telefonate 24 ore su 24 in caso di rottura o guasti». La manutenzione delle case popolari costa ogni anno 420mila euro, di cui 370mila a carico del Comune, il resto si finanzia con gli introiti dei canoni di locazione. Ci sono situazioni in cui il Comune chiede di anticipare soldi a Epp per quei lavori che sarebbero a carico dell’inquilino ma, trattandosi di casi seguiti dai servizi sociali, deve intervenire la proprietà. Portafogli di Epp aperti anche per la sostituzione di tutti i tetti di amianto sui suoi immobili: si tratta di 450 alloggi per una spesa complessiva di 3 milioni e 470mila euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa