Sicurezza
Raddoppiano i soldi per il Pecci
Dalla Regione arriverà quasi un milione. Biffoni: «Finiti i lavori grazie all’anticipo»
PRATO. Il Centro Pecci diventa una Fondazione. A 27 anni dalla nascita, il museo cambia volto e anche assetto istituzionale. Lo spiega il presidente-sindaco Matteo Biffoni che delinea la futura governance del Pecci, dopo che l'assessore Barberis ne aveva chiarito l'assetto strutturale e il direttore Fabio Cavallucci quello gestionale.
Da associazione a fondazione. Dopo 27 anni Il Centro Pecci si rinnova e "raddoppia", ma prima del prossimo settembre ci saranno novità anche nella forma e sostanza statutaria, con il passaggio da associazione a fondazione, tra l'altro "tentato" più volte dai suoi predecessori. Cosa cambia, oltre ad una diversa composizione del consiglio direttivo? La Regione avrà i propri rappresentanti in pianta stabile come il comune e i soci fondatori, ma per gli altri sponsor privati e/o pubblici? «Da inizio giugno, l'assessore Mangani e io siamo stati in contatto diretto e continuo con la Regione che in questi anni ha sostenuto il Pecci con 500mila euro l'anno - spiega il sindaco - La convenzione con la Regione è scaduta il 31 dicembre scorso e abbiamo trattato il rinnovo, su base triennale. Siamo riusciti a ottenere l'impegno a raddoppiare il contributo della Regione stessa che passerà a 950mila euro l'anno, un raddoppio fondamentale per la gestione del Centro Pecci rinnovato e con spazi espositivi a loro volta raddoppiati rispetto al passato. La Regione chiede che a fronte di un contributo simile l'assetto del Centro Pecci sia più solido, rispetto a quello di una semplice associazione come adesso, chiede pertanto la costituzione di una Fondazione. Il Comune è disponibile a prendere in seria considerazione l'ipotesi, nonostante i tempi siano un po' stretti. Dopo una fase di studio, a brevissimo ne discuteremo nuovamente in CdA e - ovviamente - in sede assembleare, con tutti i soci fondatori. E' presto per ipotizzare una governance di una Fondazione che ancora non c'è, senz'altro qualunque tipo di governo del Pecci dovrà prevedere un ruolo adeguato del secondo sostenitore del Centro, che è appunto la Regione ma questo è noto da molto tempo, almeno dal 2010 - anno nel quale la Regione Toscana ha messo nero su bianco, in una legge regionale, il ruolo del Centro Pecci come motore dell'arte contemporanea regionale».
Il nuovo presidente. Come da promessa il presidente Biffoni lascia, dopo aver "sistemato" i nove licenziati. A parte uno che accetta solo il reintegro nel museo, gli altri otto hanno sottoscritto un accordo con la rinuncia ai ricorsi. Così il sindaco Biffoni può nominare il nuovo presidente. Chi sarà o almeno quali caratteristiche dovrà avere? «Le condizioni sono cambiate, con la richiesta della Regione di costituire una Fondazione. In questo passaggio terrò la pertanto la presidenza, che tra l'altro con l'attuale assetto è al massimo delegabile dal sindaco, in attesa di una nuova governance che comunque avremmo dovuto prendere in esame anche in assenza di una richiesta da parte del socio sostenitore Regione Toscana. Quando sarà il tempo, sceglieremo una guida all'altezza della sfida anche se il compito strettamente operativo è già adesso nelle mani di un direttore, Fabio Cavalucci, che ha tutte le carte per rilanciare il Pecci nel contesto nazionale».
Il Pecci Milano. L'expo si avvicina, apre il primo maggio prossimo, ma non c'è ancora un accordo con la proprietà dello spazio lungo i Navigli, né tantomeno un programma. «Il Pecci ha preso in esame la questione nelle ultime due riunioni - dice Biffoni - e il cda si è espresso unanimemente per il mantenimento dello spazio a Milano per la durata dell'Expo, grazie anche all'accordo con Toscana Promozione e quindi con la Regione».
La collezione permanente sarà divisa. Era una questione molto delicata, rimasta in sospeso da anni. La collezione permanente, un valore di svariati milioni di euro, resterà alla fondazione o verrà acquisita dal Comune, che aveva anticipato 800 mila euro su un somma totale di un milione e 300 mila? «La questione risale al 2006 - spiega il sindaco - Senz'altro non possiamo lasciare che scadano dieci anni dalla stipula del preliminare e dal versamento del corposo acconto-prezzo da parte del Comune. La volontà del Comune è quella di chiudere la questione limitatamente agli 800mila, senza chiedere indietro i soldi al Pecci, ma semplicemente procedendo alla stipula del contratto definitivo».
Riccardo Tempestini
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