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Prato

il giallo

Una lista di targhe per incastrare il "pirata". Se si costituisse potrebbe evitare il carcere

di Paolo Nencioni
La sequenza dell'investimento di Giancarlo Ravidà
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La sequenza dell'investimento di Giancarlo Ravidà

E' caccia al conducente dell'auto che ha travolto e ucciso il giovane Giancarlo Ravidà in via Valentini. La Procura: "Indagine in salita". Ma le telecamere stanno fornendo informazioni preziose agli investigatori

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PRATO. Molte immagini riprese dalla telecamere e qualche pezzetto di plastica, forse lasciato sulla strada dall'auto pirata in fuga. E' tutto quello che al momento hanno in mano gli investigatori di polizia municipale e squadra mobile che stanno dando la caccia al conducente dell'auto che nella serata di sabato 3 gennaio ha travolto e ucciso il diciannovenne Giancarlo Ravidà in via Valentini. "Un'indagine in salita" ammette il sostituto procuratore Lorenzo Gestri, che domenica ha autorizzato la diffusione delle immagini riprese dalla telecamera di sorveglianza della Elettrica Pratese, in cui si vede l'impatto, proprio nella speranza che qualcuno riconosca la vettura o dia qualche spunto. In effetti, riferiscono gli investigatori, molte segnalazioni sono arrivate alla polizia municipale, soprattutto sul possibile modello dell'auto investitrice. Ma non si può prescindere dal fatto che al momento non ci sono testimoni e non c'è un numero di targa.

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E' presumibile però che ci sia o ci sarà una lista, quella delle targhe delle auto che sono transitate in via Valentini nei minuti compatibili con l'investimento. Perché la telecamera dell'Elettrica Pratese fornisce agli investigatori l'orario preciso dell'incidente e le altre, quelle sulla rotonda di Pratilia e quelle lungo via Valentini direzione centro dovrebbero aver ripreso le targhe di chi passava in quei minuti. Comprese le due auto che si vedono transitare pochi secondi dopo l'impatto e che non si fermano, come aveva già fatto il "pirata". I conducenti potrebbero non essersi resi conto di quello che era accaduto (il corpo è rotolato vicino al marciapiede) oppure semplicemente aver fatto finta di niente.

Quella lista di targhe, quando sarà pronta, sarà la base per trovare il conducente pirata. Ovviamente se lui non giocherà d'anticipo e si costituirà. La differenza tra i due comportamenti è notevole: se il conducente si costituisce, quasi certamente non verrà arrestato, altrimenti l'arresto è certo. Intanto il sostituto procuratore Gestri ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e omissione di soccorso. Nel pomeriggio di oggi il medico legale Luciana Sonnellini potrebbe eseguire l'autopsia, soprattutto per consentire la restituzione della salma ai familiari, perché sulle cause della morte non ci sono dubbi. La stessa dottoressa Sonnellini era stata incaricata domenica mattina di compiere un esame esterno, quando ancora non si sapeva se Gianluca fosse stato vittima di un investimento o di un'aggressione.

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In queste ore la polizia municipale sta continuando ad acquisire immagini, soprattutto quelle delle telecamere montate su aree private, che nella giornata di domenica 4 non era stato possibile prendere. Di una cosa in Procura sono certi, e cioè che il conducente dell'auto pirata ha capito subito quello che era successo. Ora bisognerà capire se è una persona che ha qualcosa da perdere (e allora si costituirà) oppure se non ha niente da perdere (e allora tenterà di rimanere nell'ombra).

Da segnalare, infine, l'ingresso degli sciacalli del web in questa triste vicenda. Da domenica 4 gennaio è comparsa una falsa pagina Facebook intitolata a Giancarlo Ravidà comunità, in cui vi è un video che, anzichè mostrare le immagini dell'investimento, porta a siti hard  con virus annessi. Meglio tenersi alla larga.  

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