Finanza
Dolore e rabbia nella rete «Questo è un omicidio»
La notizia della tragica morte del diciannovenne ha suscitato commozione Molti amici di Foggia lo hanno salutato, indignazione per l’omissione di soccorso
PRATO. La notizia della morte del diciannovenne Giancarlo Ravidà ha viaggiato da Prato a Foggia, terra d’origine del ragazzo, sulla rete. Su Facebook molti amici di Giancarlo hanno lasciato messaggi accorati e ricordi. Incredulità e rabbia, i sentimenti più condivisi. C’è chi ha voluto postare anche una foto del ragazzo ai tempi del liceo. La giovane età unita alla modalità del tragico incidente hanno suscitato molta commozione. Sulla pagina Facebook del Tirreno si è acceso un dibattito sul fatto che il ragazzo sia stato, con tutta probabilità, travolto e ucciso da un’auto pirata.
Barbara Anzaldi, ad esempio, immagina pene più severe per l’omissione di soccorso : « Una giovane vita spezzata da un auto pirata...se lo trovano, non dovrebbero solo limitarsi a ritirargli la patente, ci vorrebbe una condanna più severa per chi non si ferma a prestar soccorso».
Doretta Castelli rincara la dose: «Ma questi pirati, una volta presi, vanno in galera e ci restano? Oppure continuano a fare morti sulle strade?». Lucas Lopes è più scettico: «Se lo prendono non gli faranno niente. Hanno depenalizzato tutto. Anche mille risarcimenti non ridaranno mai questo ragazzo alla sua famiglia. Prato è la terra di nessuno dove tutti fanno da padroni. Mi dispiace per il giovane, porgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia». Francesca Grassi: «E’vergognoso aver depenalizzato il reato di omissione di soccorso. Si autorizza la gente a lasciare un povero ragazzo a morire. Sono così demoralizzata. Povero figliolo, .poveri genitori». Simonetta Vivarelli: «Come è possibile depenalizzare l'emissione di soccorso? E se si poteva salvare ?Per me è un vero e proprio omicidio!».
Marco Piras: «Stato italiano fai che sia l ultima vita stroncata che rimane senza giustizia». Indignata Monica Tozzini: «E’ vergognoso Che tutto continui ad andare così ma non sarà l'ora di finirla ?».
Susanna Naspetti focalizza invece l’attenzione sulla velocità dell’auto investitrice. »Come doveva andare la macchina visto che la pizzeria il ragno è ad inizio strada. Le strade sono diventate campo di guerra ed i colpevoli sono sempre impuniti. Basta. Povero ragazzo e povera famiglia».
Beatrice Bracciali ricorda di aver vissuto anche lei momenti così drammatici: «È uno schifo io sono disgusta di questo mondo di queste persone.che non hanno un cuore ne un rimorso ne una coscienza spero che si arriva a scoprire chi è stato il 23 maggio2013 ho perso mio padre stessa cosa lasciato in mezzo alla strada...rip bellissimo angelo».
Christian Cheli: «Ma chiedo come si fa a non fermarsi? Ma cosa sei un mostro? Ti auguro di finire in galera patente ritirata a vita e che ti possa capitare a te una cosa analoga».
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