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il caso

Vigili urbani, quant'è lontana Prato da Roma

di Paolo Nencioni
Agenti di polizia municipale al lavoro
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Agenti di polizia municipale al lavoro

Tutti al lavoro la notte di San Silvestro. Il punto sul tasso di assenteismo in Comune, Asl e Provincia. L'assessore Squittieri: "Strumenti spuntati, ma non è opportuno estendere le regole del privato al settore pubblico"

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PRATO. I vigili urbani di Prato sono molto più vicini ai loro colleghi di Milano che a quelli di Roma: nessuno è andato a donare il sangue o si è fatto firmare un certificato di malattia da un medico compiacente per evitare il turno della notte di San Silvestro. Una ventina quelli “comandati” in servizio il 31 dicembre, tutti presenti o quasi, a differenza di quanto è accaduto nella capitale, dove si sono “ammutinati” in 835 su mille. E però lo scandalo di Roma inevitabilmente appanna l’immagine dei vigili nel resto del paese. E li fa arrabbiare. Perché sono più riconoscibili di altre categorie e vengono associati ai fannulloni.

Nella pagina web del Comune di Prato, nella sezione Amministrazione trasparente, si possono leggere i tassi di assenza della polizia municipale nei primi tre trimestri del 2014: 16,08% nel primo, 18,69% nel secondo, 31,73% nel terzo (dove sono concentrate le ferie estive). Potrebbero sembrare tassi molto alti, ma bisogna tener conto che nelle assenze vengono conteggiate anche le ferie e i permessi, non solo le assenze per malattia. Inoltre le assenze della polizia municipale risentono anche dei “recuperi” di chi ha lavorato la domenica o nei festivi. «E aggiungiamo anche che molte assenze nella polizia municipale sono legate alla maternità - sostiene l’assessore Filippo Alessi - Sono state fatte molte assunzioni di giovani e spesso la maternità parte dal primo giorno, essendo un lavoro sensibile».

Allargando lo sguardo agli altri dipendenti comunali, si vede che i tassi di assenza sono molto diversi da settore a settore. Nel 2014 i più assenti sono stati quelli dell’Ufficio pianificazione strategica (lo staff del direttore generale), sempre abbondantemente oltre il 30% con una punta del 46,22% nel terzo trimestre, l’ultimo disponibile. Qui, spiega l’assessore al Personale Benedetta Squittieri, può aver pesato la presenza di due dipendenti in maternità. Assenza sopra la media di Prato anche al servizio Urbanistica (26,88%, 22,79%, 30,55%). Un discorso a parte va fatto per la seconda categoria più numerosa dopo i vigili urbani, quella della Pubblica istruzione: molto presenti nei primi due trimestri dell’anno, molto assenti in estate, ma questo dipende anche dalla chiusura delle scuole.

La Provincia. Qui i dati sono aggiornati a novembre e mediamente sembra che i dipendenti della Provincia abbiano un tasso di assenze inferiore a quello del Comune, quasi mai sopra il 30% fatta eccezione per il mese di agosto. E non ci sono molte differenze tra settore e settore.

L’Azienda sanitaria. Sul sito dell’Asl 4 l’operazione trasparenza chissà perché si ferma a luglio e nei primi sette mesi dell’anno si nota qualche differenza tra settore e settore. Quello che registra più assenze è l’Area materno-infantile, sempre oltre il 20%, con una punta del 30,21% a luglio. Di contro, si fanno notare per la presenza i dipendenti del Dipartimento di prevenzione, sempre sotto il 20%, con una punta positiva dell’8,25% a marzo. Anche qui, è bene ribadirlo, tra le assenze sono conteggiate le ferie e i permessi.

Strumenti spuntati. Benedetta Squittieri, assessore al Personale, ammette che gli strumenti a disposizione degli amministratori per combattere l’assenteismo sono spuntatii (l’assessore Alessi si spinge più in là: «Il dipendente pubblico è intoccabile, abbiamo pochissimi strumenti per agire sull’assenteismo»). Il tema sarà al centro del dibattito in parlamento sull’eventuale estensione delle regole del settore privato al pubblico impiego (eventualità remota). «Da quando si è insediata la nuova giunta non abbiamo trovati particolari criticità - spiega Squittieri - ma a noi preme non partire dal luogo comune secondo il quale il dipendente pubblico è un fannullone. Non è così. L’assenteismo va colpito, ma ancora più importante è mettere in grado i dipendenti di lavorare al meglio. La riorganizzazione della macchina comunale che stiamo mettendo a punto servirà proprio a questo». Sembra che a perderci potrebbero essere soprattutto i dirigenti, e dunque c’è da aspettarsi una fronda da parte loro più che dai dipendenti. Secondo l’assessore Squittieri, comunque, non è opportuno estendere le regole del privato al settore pubblico. «Tra i due mondi c’è una differenza oggettiva - dice - anche se bisogna prendere atto che oggi serve una maggiore efficienza e trasparenza». Per questo in Comune stanno lavorando anche a un nuovo sistema di valutazione dei dipendenti, per renderlo più premiante rispetto all’attuale. Un po’ la stessa cosa che avverrà coi dirigenti: più merito, meno rendita. Intanto c’è frizione col sindacato Cisl, che critica la gestione dei dipendenti degli asili nido. «Ma noi stiamo cercando di costruire un modello sostenibile - dice Benedetta Squittieri - Dobbiamo fornire un servizio ai cittadini, non alle maestre».

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