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Stop alle ronde dei militari in centro a Prato

Pattuglie miste in centro storico
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Pattuglie miste in centro storico

Il governo ha richiamato, su tutto il territorio nazionale, le forze utilizzate come supporto nel controllo del territorio. Il Pd chiede più forze dell'ordine e più magistrati. Il sindaco Matteo Biffoni: "I soldi risparmiati vadano alle forze di polizia"

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PRATO. Le pattuglie miste di militari e forze dell'ordine a Prato non si vedranno più. E' stato il governo a ritirare su tutto il territorio nazionale le forze inviate più di sei anni fa  e utilizzate per il controllo del territorio. Dunque, le ronde dei militari - a Prato fatte con i parà per i primi anni poi con uomini dell'esercito del battaglione Nembo di Pistoia  - che dal luglio 2009 hanno coadiuvato le forze dell'ordine non sono che un ricordo.

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I militari hanno finito il servizio il 31 dicembre scorso e su Prato dal primo gennaio 2015 nessuno ha più visto le pattuglie miste che tante critiche o tanti consensi hanno riscorsso in questi anni. Alcune città - non Prato - hanno chiesto la proroga del servizio ma non è chiaro se sia stata concessa. Di certo i militari continueranno a fare servizio fisso nei luoghi giudicati "sensibili" come le sinagoghe o ad alto rischio.

"Il provvedimento - spiega Daniele Colbertaldo, capo di gabinetto del Prefetto Maria Laura Simonetti - ha riguardato milleduecento unità su tutto il territorio nazionale. Sono state "tagliate" - prosegue - le forze destinate al pattugliamento mentre resteranno quelle destinate alle postazioni fisse. L'obiettivo - conclude - è stato quello del risparmio". 

E' stata proprio la prefettura a comunicare al sindaco Matteo Biffoni la fine del servizio oggi, sabato 3 gennaio.  «Avevo sentito parlare dell'interruzione ma nessuno mi aveva detto che sarebbe successo così presto - afferma Biffoni -  E’ comunque risaputo il mio giudizio sull’utilità delle pattuglie miste. Non posso che ringraziare i ragazzi che hanno lavorato a Prato in questi anni, ma ognuno deve fare il mestiere che gli è stato insegnato». Per Biffoni, che negli ultimi tre mesi ha destinato i militari al controllo specifico di un’area: stazione del Serraglio e via Pieri Cironi, modificando anche gli orari, dal tardo pomeriggio fino a notte, «sul territorio abbiamo necessità di più forze dell’ordine addestrate al controllo dell’territorio. Il mio obiettivo è far riparametrare la Questura di Prato per avere un contigente di poliziotti maggiore e per sempre. Se i soldi che verranno risparmiati con “Strade sicure” - conclude - verranno destinati alle forze dell’ordine, per pagare straordinari, fare nuove assunzioni e dotare le forze di mezzi efficenti, allora questa decisione avrà avuto un senso. Mi auguro che accada».

«Ringraziamo i militari per il loro lavoro di questi anni – afferma Luca Roti, presidente Commissione terza con delega alla sicurezza del Comune che ha la delega sulla sicurezza - La presenza dei militari in città è stata per noi una misura ereditata, ma anche con un impiego rimodulato per orari e luoghi, a causa delle loro limitate regole d’ingaggio, si è visto che non rappresentano certo una soluzione strutturale per i problemi di sicurezza, sia reale sia percepita, come dimostrano i dati più recenti».

Secondo Roti l'Importante è rafforzare le forze dell’ordine: «Il tema della sicurezza è comunque molto importante per la nostra città. Quello che vogliamo è un concreto aumento delle forze dell’ordine in pianta stabile, con un potenziamento della Questura adeguata alla città di Prato – continua Roti -. Inoltre, ci aspettiamo, dopo l’arrivo già di un primo magistrato, ulteriori interventi di potenziamento anche sulla Procura e sul Tribunale come annunciato dal vicepresidente del Csm Giovanni Legnini venuto di persona a Prato per incontrare il sindaco e i vertici del Tribunale».

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