Sicurezza
Per l’acqua, l’aria o la terra Prato ha poco da sorridere
Le polveri sottili sono a un livello inferiore rispetto al 2013 ma per motivi tecnici. I torrenti sono molto inquinati e anche le aree da bonificare sono aumentate
PRATO. L’aria di Prato? Nel 2013 abbiamo respirato meno polveri sottili ma non c’è da entusiasmarsi troppo. L’acqua? La pulizia di quella dei nostri fiumi e torrenti va a farsi benedire. Il suolo? La densità dei siti da bonificare o già bonificati è più alta rispetto al dato regionale. Aria, acqua e terra: tre dei quattro elementi fondamentali vengono passati a raggi X dall’annuario Arpat 2014. Quella che viene assegnata a Prato e provincia è una pagella in chiaroscuro: il nostro ambiente, insomma, non scoppia di salute.
Meno pm10, meno centraline. Per volontà della Regione che ha inserito la provincia di Prato nella zona omogenea Prato-Pistoia, rimangono in piedi in città due centraline Arpat per misurare il livello di polveri sottili (Pm10 e Pm 2,5): una in via Roma (angolo via Zarini) e un’altra in via Ferrucci. Nel corso degli anni, infatti, sono state smantellate le stazioni di via Strozzi, via Ponchielli, piazza Mercatale e via Soffici. Fatta questa doverosa premessa, resta il fatto che la stazione Ferrucci ha registrato nel 2013 37 sforamenti della soglia consentita per le Pm10 (valore giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo) quando il limite massimo previsto è di 35 sforamenti in un anno. Valore che è stato rispettato invece nell’altra stazione di via Roma.
E’ andata un po’ meglio rispetto al 2012, quando gli sforamenti furono 43 (via Roma) e 44 (via Ferrucci) ma è anche vero che le centraline di rilevazione sono diminuite e che, secondo un trend comune ad altre città, la crisi ha portato a un calo del traffico dei mezzi soprattutto pesanti.
Bocciate le acque in superficie. Chiare, fresche e dolci acque, parafrasando Petrarca? No, piuttosto inquinate, sia in Vallata che a Montemurlo. Il più pulito è il torrente Fiumenta di Vernio ch rientra in categoria A2. Cartellino rosso per il rio Nespolo di Vernio che rientra in categoria SubA3, la qualità peggiore in assoluto. Secondo il bollettino Arpat, le acque classificate in A1 sono le migliori ma nessuna fra le dieci stazioni monitorate fra il 2011 e il 2013 rientra in questa categoria.
Sotto la lente d’ingrandimento dell’agenzia regionale, le acque superficiali utilizzate per produrre l’acqua dei nostri rubinetti. E che, alla luce di questi dati, devono subire perciò dei trattamenti adeguati. Probabilmente, fiumi e torrenti scontano la vicinanza del distretto industriale. Così, a Montemurlo rientrano in categoria A3 (qualità inferiore) l’Agna, il torrente e il laghetto Bagnolo, idem a Vaiano per il rio Nosa, per il rio Buti a Prato e per il rio Carpineto a Carmignano. Di Vernio si è già parlato, mentre non va tanto meglio per il fiume Bisenzio a Prato, classificato come di qualità inferiore.
Siti da bonificare. Altra spia di inquinamento nelle nostre zone è il numero di siti sottoposti a bonifica: all’anagrafe Arpat, ne risultano 85 nel marzo 2014, 10 in più che nel marzo 2012. Preoccupa la densità di questi superfici: in provincia di Prato se ne contano 23,3 ogni 100 chilometri quadrati, in Toscana 13,5 secondo lo stesso rapporto.
Degli 85 siti, a marzo di quest’anno 33 erano attivi (ovvero, c’è contaminazione), 38 sono siti chiusi senza che sia stato necessario un intervento e 14 sono siti certificati, ovvero già bonificati. Si tratta di impianti di distribuzione di carburanti, gestione e smaltimento rifiuti, industrie e altre attività “non precisate”. In termini di superficie, a marzo 2014 avevamo 20 ettari di siti da bonificare riconducibili alla gestione e smaltimento dei rifiuti (discariche).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
