Proteste
Nuti è ancora al centro del palcoscenico
Cecco da Narnali si riprende la ribalta grazie allo spettacolo messo in scena al Metastasio sulla sua vita complicata
PRATO. Un panama bianco appoggiato ad un appendiabiti. Un divano di pelle nera, davanti un tavolinetto con sopra bottiglie di birra e superalcolici. Una di queste è usata come portafiori. Dentro c’è una rosa rossa. Già una rosa rossa, il simbolo dell’amore. Quella passione che Francesco Nuti ha avuto per le donne. E la bottiglia di liquore sinonimo del suo abusare dell’alcol. Due simboli importanti dello spettacolo “Francesco Nuti. Andata, caduta e ritorno” (tratto dall’autobiografia dello stesso Nuti, a cura del fratello Giovanni) andato in scena in prima nazionale lunedì sera al Metastasio (in replica stasera) e che ha visto il tutto esaurito.
Lo show è prodotto dalla casa di produzione “Ecoframes” e promosso dal Comune di Prato. I fan, le persone che ricordano i suoi film, che hanno riso davanti a tanti memorabili scene, erano in teatro ad assistere, allo show che ripercorreva la vita dell’attore e regista pratese. Presenti il sindaco Matteo Biffoni e l’assessore alla cultura Simone Mangani e fra i vip gli attori Luca Calvani e Francesco Ciampi. A vestire i panni di Nuti Nicola Pecci, mentre per il ruolo di narratore è stato scelto Alessio Sardelli, che con la sua voce calda e profonda lo ha interpretato alla perfezione.
Non deve essere stato facile per Nicola Pecci raccontare sotto forma di spettacolo la vita travagliata di un suo idolo. Ma c’è riuscito. Pecci ha dato prova della sua bravura sia come attore sia come cantante. Il recital era, infatti, intervallato da una parte recitata e da canzoni scritte dai fratelli Nuti, con musiche dal vivo. Da “Giulia” a “Madonna che silenzio c’è stasera” fino a “Olga tu mi fai morir”. Sullo schermo in fondo al palco scorrono immagini tratte dalle pellicole di Nuti, dove si vede quel ragazzo riccioluto e sorridente con il viso pacioccone. Poi inizia lo spettacolo dove Pecci-Nuti parte dagli esordi quando Cecco da Narnali inizia a dare i primi tiri al pallone, un’altra delle sue passioni. E’ uno spettacolo che scorre fra divertimento ma anche fra riflessione, dove si mette in luce senza ipocrisia quella che è stata la vita dell’artista, dall’essere un numero uno del cinema al declino. Agli amori per donne bellissime, una fra tutte Clarissa Burt che gli fu "portata via" dal collega Massimo Troisi, ai soldi incassati per i suoi film.
Nuti aveva denaro, donne, belle macchine, un attico ai Parioli ma per l’attore inizia ad arrivare la depressione e quello che considera non un vizio ma una malattia, l’alcolismo. Il fumo, il divano, il bere diventano i compagni dell’attore-regista. Ma Francesco Nuti è un uomo forte prima ancora di essere un grande artista e lo ha dimostrato anche con questo spettacolo dove non ha avuto paura a far mettere a nudo la sua storia. Termina lo show e da dietro le quinte ecco arrivare la famiglia Nuti al completo: Francesco accompagnato dall’inseparabile fratello Giovanni e insieme a Ginevra, la figlia dell’artista, sicuramente la donna più importante della sua vita. Entra sul palco sulla sedia a rotelle, è commosso. Il pubblico si alza in piedi, è una vera standing ovation. Anche Nicola Pecci non riesce a trattenere l’emozione. Con la mano Cecco saluta quanti sono lì per lui. Poi per un paio di volte, sorretto, si alza in piedi. Ha il volto disteso, sereno. E’ felice. Gli occhi non possono tradire i sentimenti. E quelli di Nuti irradiano gioia.E’ di nuovo sul quelle tavole del palcoscenico del Met che tanti anni fà lo hanno visto muovere i primi passi della sua carriera. Al regista di “Francesco Nuti. Andata, caduta e ritorno”, Valerio Groppa, Cecco annuisce con la testa e fa l’ok con la mano, a dimostrazione che ha imbastito uno spettacolo che gli è piaciuto. E’, quindi, Giovanni Nuti a leggere una lettera del fratello: «Una storia è finita quando non c’è più nessuno a raccontarla -. dice - Prima ho dato la mia voce con il cabaret ed il cinema ora lo faccio attraverso gli amici». Poi un pensiero al pubblico in maniera divertente: «Vi saluto con un bacio in bocca e fate sempre all’amore». E giù applausi. Il sipario resta aperto, quella rosa rossa ora è per terra. Un amore per una donna può finire, ma quello per la vita resta. E Francesco Nuti lo ha dimostrato.
Azelio Biagioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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