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Prato

Un altro anno amaro per il commercio pratese

Un altro anno amaro per il commercio pratese

Tutte d’accordo le associazioni di categoria: «Mai spesi così pochi soldi» Un saldo negativo di 150 attività che hanno chiuso. Bene solo la ristorazione

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PRATO. 2014: per il commercio, un altro anno da dimenticare. Le associazioni di commercianti dipingono un quadro negativo dell’anno che stiamo per lasciarci alle spalle e non nutrono molte speranze per il 2015, nel senso che secondo il comparto ci vorrà ancora del tempo per risalire la china. «E’ stato un anno pesante – commenta Daniele Spada, presidente di Ali – la gente ha meno soldi in tasca da spendere e questo si ripercuote inevitabilmente sui consumi: per il commercio è stato uno degli anni peggiori». Nella difficoltà generale, che non fa sconti a nessuno, gli esercizi pubblici nella ristorazione se la stanno cavando meglio di altri, un fenomeno che Spada spiega come l’altra faccia della medaglia: «La crisi costringe a risparmiare sulle vacanze, di conseguenza, chi rimane in città, si concede almeno qualche cena al ristorante...». Diverse le aperture registrate in questo settore negli ultimi tempi, anche se si tratta di piccole attività. «La ristorazione tiene – aggiunge - in centro, in zona via dell’Accademia e dintorni, ad anno nuovo sono previste due nuove aperture, mentre qualche altro esercizio - due o tre, non di più - a gennaio non riaprirà». Intanto, per risollevare le sorti di un’annata nera, da parte dei negozianti c’è molta aspettativa per i saldi, che quest’anno sono stati anticipati al 3 gennaio, con l’intenzione di dare mano alle vendite. «Il 2014 si è chiuso con un saldo negativo di circa 150 attività tra aperture e chiusure», commenta il direttore di Confesercenti, Aldo Lorenzi, aggiungendo che «quest’anno si è toccato il fondo» e che secondo lui «è possibile ipotizzare un’inversione di tendenza per il biennio 2015-16 che porti a chiudere l’anno con un saldo positivo».«Il fatto che un terzo dei prodotti in vendita nei negozi sia in promozione – continua Lorenzi - è indice di quanto sia in difficoltà l’andamento delle vendite. Confidiamo molto nella buona riuscita dei saldi invernali». Per il futuro Lorenzi auspica un intervento su tre fronti: «Occorrono, in ordine di importanza, alleggerimento della pressione fiscale facilità di accesso al credito e formazione professionale qualificata perché il futuro è nella rete: il commercio elettronico è in forte espansione e chi saprà sfruttarne le potenzialità avrà maggiori probabilità di successo». Secondo il presidente della Confcommercio, Canio Molinari, quello che sta per finire è stato «un anno di transizione».«Speriamo che il 2015 porti qualche posto di lavoro in più alla città, altrimenti l’economia non ripartirà – dice – purtroppo, anche i piccoli esercizi che stanno aprendo in centro storico, molti dei quali nel settore della ristorazione, non basteranno a colmare i posti di lavoro persi negli ultimi anni ».

Barbara Burzi

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