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Il capo scout: "Eravamo contrari all'invio dell'elicottero"

I ragazzi recuperati dal Soccorso Alpino
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I ragazzi recuperati dal Soccorso Alpino

Eugenio Bigagli ricostruisce il soccorso al gruppo di ragazzi in gita nell'Alto Mugello: "Non siamo degli incoscienti. Sappiamo valutare i pericoli.

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PRATO. “Non siamo degli incoscienti, sappiamo valutare i pericoli. Anche per questo eravamo contrari all’utilizzo dell’elicottero”. Eugenio Bigagli capo scout del Prato terzo, racconta l’esperienza vissuta al passo della colla, levandosi qualche sassolino dalla scarpa.

“Quando i ragazzi sono partiti le condizioni climatiche erano buone, avrebbero dovuto rientrare entro le 16 di lunedì, quindi erano attrezzati per un’ uscita diurna”. Poi però qualcosa è cambiato.

”I ragazzi sono arrivati ad un bivacco sbagliato, ma non si sono resi conto, perciò hanno svolto la loro attività regolarmente, quando è stato il momento di ripartire, hanno realizzato di essere in un posto diverso. E così ci hanno contattato”. A quel punto si è mossa la macchina dei soccorsi.

“Siamo riusciti a capire dove fossero, così abbiamo individuato un rifugio dove dirottarli. Intanto abbiamo contattato il gestore della casa dove alloggiavamo per chiedergli di accompagnarci dalle due squadriglie . Purtroppo però la jeep non è riuscita a partire, così i capi scout hanno allertato il Soccorso alpino.

“E' stata una precauzione, visto che ormai era sera- continua Bigagli – nel frattempo i ragazzi avevano raggiunto il rifugio. Hanno avuto qualche difficoltà ad entrare, nel frattempo hanno acceso il fuoco per scaldarsi, ma poi sono riusciti a raggiungere l'interno”. Il soccorso alpino, secondo quanto riferito dagli scout ha avuto problemi ad arrivare al rifugio. “Invece di quaranta minuti hanno impiegato oltre due ore. Ci avevano promesso che avrebbero riportato i ragazzi a casa la sera stessa, invece quando sono arrivati, c'era anche un medico, hanno deciso di farli dormire lì”. Trascorsa la notte gli accordi erano di trovarsi, scout e soccorso alpino, per raggiungere le due squadriglie.

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“Al nostro arrivo non volevano farci salire sulle jeep, poi hanno deciso di far alzare in volo l'elicottero per trasportare i ragazzi a Borgo San Lorenzo. Per noi era una precauzione inutile: i ragazzi stavano bene e l'unica cosa che volevano era raggiungere i compagni. E noi volevamo andare da loro”. Dopo un giorno il gruppo si è riunito: nella strada del ritorno il pullman diretto a Prato si è fermato a Borgo.

“Voglio solo puntualizzare una cosa- conclude Bigagli – siamo stati criticati anche perchè i ragazzi avevano i pantaloni corti: durante un' uscita di giorno non sono un abbigliamento sbagliato, comunque c'erano anche ragazzi con attrezzature diverse. Ripeto non siamo degli incoscienti”. (al.ag.)

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