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Prato

Si è spento a 92 anni il partigiano Becchi

Si è spento a 92 anni il partigiano Becchi

Fece parte della formazione Buricchi e fu l’unico a scampare all’eccidio di Figline. Il ricordo di Saccenti

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PRATO. Vinicio Becchi, uno degli ultimi partigiani viventi della formazione "Orlando Storai" che successivamente prese il nome di formazione partigiana "Bogardo Buricchi" è deceduto ieri all'età di 92 anni. Ieri alle 18 si è svolta la commemorazione alla Pubblica Assistenza, poi la salma verrà cremata.

Così lo ricorda Ennio Saccenti, presidente provinciale dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia).«Vinicio è stato una persona importante della Resistenza pratese. Di famiglia antifascista, dopo l'8 settembre 1943 scelse di non rispondere al richiamo alle armi del governo fascista e, tramite un amico, raggiunse la Brigata Storai ai Faggi di Javello distinguendosi subito per le capacità organizzative, per il rifornimento dei vettovagliamenti necessari, favorito anche dalla conoscenza delle famiglie contadine, ma anche per l'intraprendenza e il coraggio dimostrato nelle occasioni di azioni militari che la brigata operava nella zona». Becchi partecipa allo scontro armato fra partigiani e fascisti, dopo l'agguato fascista in cui trovò la morte Lanciotto Ballerini a Valibona ed è in "formazione" quando la brigata Buricchi il 6 settembre del 1944 scende dai Faggi di Javello per partecipare alla Liberazione di Prato. «Subito dopo la Liberazione Vinicio partecipa in prima persona alla costruzione della Casa del Popolo di Figline - continua Saccenti - e all'apertura, nei locali posti al primo piano, dell'asilo realizzato per accogliere i bambini di Figline e consentire ai loro genitori di ricostruire le case distrutte dalla guerra e di rioprendere l'attività lavorativa. E' fra coloro che fondano la cooperativa di consumo a Figline e ne diviene il presidente. E’ l'unico sopravvissuto dell'eccidio di Figline, avvenuto proprio il 6 settembre del 1944. Un uomo impegnato, quindi, sempre attento ai bisogni della gente, senza chiedere mai niente, perché, come diceva spesso, "bisogna dare perché c'è tanto bisogno, c'è tanta povertà e la gente va aiutata". Un uomo integerrimo, dunque, amato da tutti gli abitanti di Figline». L'Anpi di Prato esprimere le proprie condoglianze al figlio Bruno e a tutti i familiari: «Vinicio è l'esempio di un uomo che non esitò a mettersi a disposizione per sconfiggere il regime fascista e liberare l'Italia dall'invasione tedesca. Grazie Vinicio - conclude Saccenti -rimarrai sempre nei nostri cuori».

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