Gioco
Anche i detenuti si occuperanno della manutenzione dei giardini
Firmata una convenzione tra il sindaco di Prato e il direttore del carcere della Dogaia. Biffoni: "Così potranno formarsi ed avere una professione"
PRATO. Una decina di detenuti, a partire da gennaio, svolgeranno lavori socialmente utili per il Comune di Prato. L'accordo, il primo per l'amministrazione pratese, è stato firmato dal direttore della Dogaia Vincenzo Tedeschi e il sindaco Matteo Biffoni.
“Si tratta di un'operazione con un doppio obiettivo - ha sottolineato il direttore – in quanto garantisce ai detenuti un inserimento nella società e contemporaneamente svolge un servizio alla cittadinanza”. I detenuti,scelti in base ad un profilo attitudinale, ovviamente sono esclusi quelli che devo scontare pesanti pene, effettueranno lavori di manutenzione degli spazi verdi e pubblici,attività di pulizia strade, restauro di siti di interesse pubblico e potranno essere impegnati in attività formative per il recupero di lavori artigianali ormai in disuso.
I detenuti godranno di una borsa lavoro il cui importo sarà deciso in base al tipo di lavoro e alla sua durata. La borsa lavoro sarà gestita attraverso il “Servizio di inclusione sociale e di accompagnamento al lavoro”, il servizio che gestisce a livello intercomunale i reinserimenti socio-lavorativi delle persone svantaggiate.
La durata della convenzione è di due anni e prevede anche l'alternanza dei soggetti interessati. “Il lavoro – ha sottolineato il sindaco Biffoni – è una funzione importante per i carcerati, con questa convenzione garantiamo anche una formazione e soprattutto la possibilità di creare una professionalità”.
Nel carcere della Dogaia sono detenute 570 persone, 100 in meno rispetto all' anno passato, il 40% è di nazionalità straniera, la capienza tollerata della struttura è di 700 posti, quella a regime di 600.Oltre alla convenzione con il Comune è attiva anche quella con il tribunale di Firenze per il riordino dell'archivio che coinvolge tre persone. Alcuni carcerati partecipano inoltre a un progetto teatrale, l'ultimo spettacolo è stato H20. L'assessore alla cultura Simone Mangani avrebbe voluto portarlo fuori dalla Dogaia, nei locali degli ex Macelli. "Non tutti i carcerati possono lasciare la struttura – ha commentato Tedeschi – per quelli che lo possono fare sarebbe un' ottima opportunità”.
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