Sicurezza
Musica, niente auto e più illuminazione per via Filippino
Le richieste di Diego Blasi presidente di Left Lab «Sindaco, vogliamo una città vitale e libera dalla paura»
PRATO. Consentire per almeno due volte al mese che si possa tenere la musica anche ad alto volume negli spazi pubblici fino alle 2 di notte. E' la richiesta che Diego Blasi, presidente dell'associazione Left Lab, rivolge in una lettera al sindaco Biffoni. La musica come strumento principale per ridare vita al centro storico.
L'associazione Left Lab ha sede appunto in pieno centro, nello spazio culturale 'Aut!' in via Filippino. Nella sua lettera Blasi scrive che "polizia, ronde ed esercito non sono la soluzione per il centro storico, soprattutto se utilizzati per sedare gli animi di ragazzi che non recano danni a nessuno". Il riferimento è ad un episodio accaduto nella notte tra la vigilia e Natale: «Abbiamo organizzato una prima festa nei locali di ‘Aut!’ – spiega Blasi - realizzata con l’aiuto di residenti e commercianti di via Filippino. A mezzanotte e quaranta, chiamata da qualcuno (difficilmente da chi abita nella via), è arrivata però la polizia municipale che ha intimato di spegnere la musica, pena una multa di 5mila euro. La festa, tuttavia, era iniziata da poco. Dopo trenta minuti, dopo aver abbassato drasticamente il volume, la municipale è tornata e subito dopo è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri, rimasta poi a sorvegliare la situazione per molto tempo».
Da questo episodio è nata appunto la decisione di scrivere al sindaco Biffoni: «Oltre ad una deroga di almeno due volte al mese, da concordare preventivamente con i residenti – propone Blasi - per poter tenere la musica fino alle 2 di notte, chiediamo l’utilizzo gratuito del suolo pubblico e servizi gratuiti per incentivare mostre, bancarelle e mercatini per chiunque voglia far vivere la zona. Inoltre, la pedonalizzazione totale almeno di via Filippino e via Pier Cironi».
E poi altre richieste: cestini della spazzatura, messa in sicurezza delle strade più fatiscenti e un’illuminazione più adeguata.
«Non siamo più disposti a vivere in una città cadavere – chiude Blasi -, perché dove non ci sono vita, servizi e spazi di aggregazione si determinano le dinamiche che tutti ben conosciamo. Presto promuoveremo una grande iniziativa con residenti, commercianti e tutti coloro che vogliono costruire una città diversa, vitale e libera dalla paura. Non vogliamo più aspettare. O si cambia o si muore».
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