Attenzione
E' morto Vinicio Becchi, uno degli ultimi partigiani
Fece parte della Brigata "Bogardo Buricchi" che nel settembre del 1944 scese dai Faggi di Javello per liberare Prato e poi fondò la Coop di Figline. Il ricordo di Ennio Saccenti, presidente dell'Anpi: "Un uomo sempre attento ai bisogni della gente". Oggi, 28 dicembre, alle 18, la commemorazione alla Pubblica Assitenza
PRATO. Vinicio Becchi, uno degli ultimi partigiani viventi della formazione "Orlando Storai" che successivamente prese il nome di formazione partigiana "Bogardo Buricchi" è deceduto la mattina del 27 dicembre all'età di 92 anni. Oggi, 28 dicembre, alle 18 si svolgera la commemorazione alla Pubblica Assistenza, poi la salma verrà cremata. Così lo ricorda Ennio Saccenti, presidente provinciale dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia).
"Vinicio è stato una persona importante della Resistenza pratese. Di famiglia antifascista, dopo l'8 settembre 1943 scelse di non rispondere al richiamo alle armi del governo fascista e, tramite un amico, raggiunse la Brigata Storai ai Faggi di Javello distinguendosi subito per le capacità organizzative, per il rifornimento dei vettovagliamenti necessari, favorito anche dalla conoscenza delle famiglie contadine, ma anche per l'intraprendenza e il coraggio dimostrato nelle occasioni di azioni militari che la brigata operava nella zona. Partecipa allo scontro armato fra partigiani e fascisti, dopo l'agguato fascista in cui trovò la morte Lanciotto Ballerini ed è in "formazione" quando la brigata Buricchi il 6 settembre del 1944 scende dai Faggi di Javello per partecipare alla Liberazione di Prato. Subito doplo la Liberazione Vinicio partecipa in prima persona alla costruzione della Casa del Popolo di Figline e all'apertura, nei locali posti al primo piano, dell'asilo realizzato per accogliere i bambini di Figline e consentire ai loro genitori di ricostruire le case distrutte dalla guerra e di rioprendere l'attività lavorativa. E' fra acoloro che che fondano la cooperativa di consumo a Figline e ne diviene il presidente, cooperativa che apre in Figline due spacci e che in seguito aderisce alla Lega delle Cooperative di Santa Lucia, antesignanna dell'attuale Coop. Un uomo impegnato, quindi, sempre attento ai bisogni della gente, senza chiedere mai niente, perché, come diceva spesso, "bisogna dare perché c'è tanto bisogno, c'è tanta povertà e la gente va aiutata". Un uomo integerrimo, dunque, amato da tutti gli abitanti di Figline, lui comunista, oltre che dai propri compagni, anche dagli avversari politici e dalla Chiesa. L'Anpi di Prato, orgogliosa di averlo avuto da sempre fra i propri iscritti, nell'esprimere le proprie condoglianze al figlio Bruno e a tutti i familiari, lo indica alla nostrra comunità come l'esempio di un uomo che non esitò a mettersi a disposizione per sconfiggere il regime fascista e liberare l'Italia dall'invasione tedesca. Grazie Vinicio rimarrai sempre nei nostri cuori".
Vinicio Becchi era l'unico sopravvissuto dell'eccidio di Figline, avvenuto proprio il 6 settembre del 1944. I tedeschi in ritirata, forse grazie a una soffiata, intercettarono la colonna dei partigiani che si stavano dirigendo a Prato, ne catturarono 29 (Becchi, ferito, riuscì a scappare e si salvò) e li impiccarono a Figline. In occasione del 70° anniversario dell'eccidio TvPrato ha realizzato uno speciale in cui lo stesso Becchi, ma soprattutto la cognata Lina Michelacci, che nel '44 aveva 15 anni, ricordano quei drammatici giorni.
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