Sicurezza
Gli scout "occupano" la capannuccia di piazza Duomo
La risposta dell'Agesci alle polemiche sull'utilizzo della struttura: una raccolta di fondi per acquistare alimenti per venti famiglie bisognose di via Reggiana
PRATO.Hanno sfidato il freddo pungente e la pioggia che imperversava. Anzi, uno di loro era in pantaloncini corti, uno dei capi della divisa da Scout. Silvia Bettazzi, Paolo Gallina e Paolo Polidori del comitato di zona Agesci di Prato sabato 27 dicembre, di pomeriggio, si sono ritrovati presso la tanto discussa capannuccia in piazza del Duomo e in questa occasione l'hanno riempita di solidarietà.
I tre, infatti, hanno raccolto fondi per poter comprare generi alimentari da destinare alle circa venti famiglie bisognose di Reggiana. “Un progetto nato dieci anni fa – racconta Silvia – All'inizio di questa esperienza venivano presi i vari prodotti che avanzano nei negozi, come ad esempio dal fornaio. Poi la cosa è passata ai supermercati. Adesso è rimasta solo la Conad di Mezzana, dove andiamo una volta la settimana e prendiamo i cibi che sono vicini alla scadenza. Ma causa la crisi i negozi si approvvigionano di meno merce e così i prodotti che possiamo reperire sono pochi”.
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“Ecco allora che oggi grazie alla disponibilità della Diocesi abbiamo sfruttato la capannuccia per la raccolta fondi – spiega Paolo Gallina - E nonostante questo tempo si sono fermate diverse persone che hanno fatto delle offerte generose”. “Una quindicina sono gli scout tra i 17 ed i 20 anni impegnati nel 'Progetto Reggiana' – aggiunge Paolo Polidori – con un paio di adulti che organizzano la spesa che deve essere portata ad ogni singola famiglia. Ma il compito è anche quello di portare compagnia. I ragazzi trascorrono parte del loro tempo con queste persone con le quali si è instaurato un bel rapporto d'affetto”.
Sulle polemiche sorte in merito alla capannuccia rimasta vuota anche il 25 dicembre i tre scout con una frase le smorzano: “La capanna di Gesù è il simbolo del Natale – dicono - e siamo contenti se oggi a riempirla ci siamo noi che cerchiamo di aiutare chi è meno fortunato. Per noi il Natale è questo. E sul presepe contest dicono che l'idea è bella ma andava pubblicizzata di più".
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