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Prato

la protesta

San Paolo si ribella alla chiusura del distretto sanitario

Il distretto socio sanitario di via Clementi
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Il distretto socio sanitario di via Clementi

Animata assemblea con Società della salute e Comune. L'assessore: "L'Asl non ci aveva informati, cercheremo un altro immobile nella zona"

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PRATO. San Paolo alza la sua voce contro la decisione dell'Asl di chiudere il distretto sanitario Ovest di via Clementi. Lo ha fatto nel corso di un'assemblea che si è svolta lunedì sera al circolo Pd di Borgonuovo. "Pronti a fare le barricate", come ha detto qualcuno durante l'affollato e animato incontro con l'assessore alla sanità Luigi Biancalani, al neo direttore della Società della salute Michele Mezzacappa e al consigliere comunale Gabriele Alberti. 

L'assemblea ha fatto emergere una volta di più il malumore dei residenti della frazione che già avevano firmato numerosi (oltre duemila) una petizione contro la chiusura del distretto. Una decisione - è stato detto in molti, accalorati interventi - che penalizza un'intera frazione, tra le più popolose di Prato, tenuto conto che il distretto interessa un bacino di 17.000 abitanti. E che penalizza in particolar modo gli anziani, per i quali sarà più difficile raggiungere il Centro Giovannini e l'ospedale, che per quanto vicino in linea d'aria, è pessimamente collegato. Tutti temi che erano stati al centro delle segnalazioni dei cittadini anche nella recente tappa a San Paolo del Tirreno Prato in tour.

La spiegazione di Michele Mezzacappa, secondo cui l'Asl avrebbe deciso di chiudere il distretto non per risparmiare, ma per l'inadegutezza della struttura, ha rinfocolato la protesta dei cittadini. "Se il problema era questo - hanno chiesto i presenti - perché allora l'Asl non si è preoccupata di trovare un altro immobile nella zona al posto di quello di via Clementi? Tanto più che gli immobili sfitti a San Paolo e Borgonuovo non mancano".

L'assessore Biancalani si è difeso dicendo che il Comune non era stato informato dall'Asl della decisione e ha annunciato che l'amministrazione ha già avviato un'indagine per verificare se ci sono altri immobili nella zona che possano ospitare un nuovo distretto socio-sanitario in cui tenere insieme tutti i servizi. Intanto la Società della salute ha effettjuato una prima verifica sulla possibilità di utilizzare i locali della Pubblica Assistenza di San Paolo per il servizio di prelievo del sangue. Alberti ha rilanciato proponendo che a San Paolo venga realizaata la Casa della Salute prevista nel programma del sindaco Biffoni. A gennaio il secondo round. Asl e Comune torneranno a incontrare i riesidenti per fare il punto sulla situazione.

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di Redazione web