Sicurezza
Morte sospetta, "scagionato" il vaccino della Novartis
L'Istituto superiore della sanità ha reso noto che tutti i testi sul Fluad sono negativi. La Procura di Prato aveva ordinato la riesumazione della salma di un anziano
PRATO. Nessuno è morto per essersi vaccinato col Fluad Novartis, dice l'Istituto superiore di sanità, ma qualcuno è morto, o morirà, per non essersi vaccinato. Questa è la triste lezione che ci lascia in eredità il cosiddetto “caso Fluad”, cioè gli accertamenti seguiti ad alcune morti sospette che erano state messe in relazione con l'assunzione del vaccino anti-influenzale prodotto dalla Novartis.
«Tutti i test sul vaccino sono risultati negativi - ha detto all'Ansa Walter Ricciardi, commissario dell'Istituto superiore di sanità - e non è stata rilevata alcuna difformità» nei lotti esaminati. I risultati finali delle analisi eseguite sui lotti di vaccino Fluad, ha spiegato Ricciardi, «sono tutti negativi. Negativi - ha precisato - sono anche gli ultimi test attesi relativi alle condizioni di sterilità. Non è dunque stata rilevata alcuna difformità». Tanta paura per nulla, dunque.
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Il caso era scoppiato poco meno di un mese fa, alla fine di novembre, quando da più parti d'Italia erano giunte segnalazioni di medici di famiglia su anziani pazienti morti dopo essere stati vaccinati col Fluad proveniente da un paio di lotti, contrassegnati dai numeri 143301 e 142701, anche se poi in realtà ci si è concentrati sul primo. Un paio dei circa venti decessi sospetti furono segnalati anche in Toscana, il 25 novembre: un'anziana a Firenze e l'ottantanovenne Loriano Gori a Prato. La salma di quest'ultimo è stata poi riesumata su ordine del procuratore Antonio Sangermano e i risultati dell'autopsia e della consulenza medica sul vaccino sono attesi per la metà di febbraio. L'inchiesta pratese, infatti, farà il suo corso a prescindere dalle notizie tranquillizzanti che sono arrivate ieri da Roma. Se anche questi accertamenti tecnici dovessero essere negativi potrà calare il sipario su un caso che comunque ha già prodotto conseguenze concrete, oltre al danno di immagine per la Novartis, la multinazionale farmaceutica svizzera che ha uno stabilimento a Siena, seconda al mondo per fatturato dopo Pfizer.
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La conseguenza più preoccupante è che un certo numero di persone, nei giorni della psicosi collettiva, quando i telegiornali aprivano con la notizia del “vaccino killer”, ha deciso di non vaccinarsi. Non solo anziani oltre i 65 anni, ma anche genitori che hanno preferito non vaccinare i figli.
«Non sono in grado di dire quanti hanno rinunciato al vaccino - commenta Luigi Ricci, direttore del dipartimento di Igiene pubblica dell'Asl di Prato - ma temo che un effetto ci sia stato. Allo stato dei fatti posso solo dire che non vaccinarsi espone certi soggetti al rischio di contrarre super-infezioni batteriche, che possono dare gravi complicazioni. E aggiungo che secondo me chi ha deciso di non far vaccinare il figlio ha anche poco senso civico, perché le malattie si trasmettono, non sono una cosa che resta circoscritta al singolo». Il dottor Ricci si chiede anche perché solo in Italia e non anche in Svizzera, Spagna o Germania (dove il Fluad è stato usato negli stessi giorni) si siano moltiplicate le segnalazioni di morti sospette.
Ovviamente soddisfatto Francesco Gulli, amministratore delegato di Novartis Vaccines in Italia. «Questi risultati - dice Gulli - sono un'ulteriore conferma del rigore con cui l'azienda esegue i test di sicurezza e qualità durante tutto il processo di sviluppo e produzione dei nostri vaccini». Sempre oggi, 23 dicembre, l'Agenzia italiana del farmaco ha reso noto che provvederà a rimuovere il divieto di utilizzo dei lotti di Fluad ritirati, anche se una comunicazione ufficiale alle Aziende sanitarie ancora non è arrivata. A Prato, per esempio, sulle 16.000 dosi complessive, i medici di famiglia ne hanno riconsegnate più di mille alla fine di novembre, e altre duemila sono state ritirate e parcheggiate nel magazzino dell'Estav centro.
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