Il Tirreno

Prato

Gli ex tossicodipendenti restaurano i libri antichi

Gli ex tossicodipendenti restaurano i libri antichi

Dal progetto della cooperativa Pane & Rose è nata una bottega che lavora per biblioteche e privati. Il laboratorio è aperto al pubblico e si autofinanzia

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PRATO. Pagine gialle, sbiadite dal tempo e dalla polvere. La costola è spesso rovinata: solo mani abili possono riportare in vita quei libri antichi da restaurare. Dagli scatoloni spunta anche un’introvabile storia del brigantaggio del 1884. Fra gli ultimi lavori commissionati, anche alcuni volumi provenienti dalla biblioteca Lazzerini. E poi ancora quaderni, agende, album, scatole di ogni tipo e altri spunti per un’idea regalo diversa, dalla grande valenza sociale, a Natale. A “Le Vie della Carta” gli oggetti sono belli e colorati, ma ancor più bella è la storia che ciascuno di questi oggetti racconta, che è quella di una battaglia combattuta contro la droga. In questa bottega in via Curtatone 34, aperta al pubblico, nata da un progetto della cooperativa Estate di recente confluita nella coop Pane & Rose, l’occhio cade sui ferri del mestiere: taglia-cartone, torchio, lavagna luminosa, telaio. Li maneggiano alcuni ospiti della comunità di recupero “Il Cerchio di Gesso” che sorge proprio accanto al laboratorio, sotto la guida di Chiara Gori, esperta in restauro di volumi. Con lei, fianco a fianco in bottega, Ornella e Luca, con un passato di tossicodipendenza: lavorano qui con un contratto mentre una volta alla settimana i 12 ospiti della comunità di recupero vengono a fare attività. E’ a loro che guarda Luca Paoli, augurando lunga vita a “Le Vie della Carta” anche perché il laboratorio si autofinanzia dopo aver partecipato a un bando regionale. «Dà soddisfazione poter creare qualcosa con le mani, mentre la gente rimane soddisfatta dei tuoi oggetti. Tutto questo grazie a Chiara che ha una pazienza infinita. Questa struttura - fa notare Luca - consente di dare un futuro ai ragazzi che cercano di uscire dalla droga». Come altre persone arrivate qui su indicazione del Sert , Luca è partito dall’abc del restauratore. «Talvolta – dice Chiara - con i ragazzi mi ritrovo a spiegare come si fa a piegare un foglio: dopo una certa diffidenza iniziale salta fuori l’entusiasmo. Tutto sta nell’imparare alcuni passaggi fondamentali del restauro di una pergamena o di un manoscritto». Ridare bellezza ai tesori di carta è il miglior modo per sconfiggere le dipendenze. Luca lo sa. La sua testimonianza di ex tossicodipendente 55enne è preziosa per capire quanto la tentazione sia sempre in agguato e quanto il lavoro possa essere utile. Sempre fino a un certo punto. «Tutto dipende dalla volontà dal soggetto: se non si è disposti a farsi aiutare, a poco serve avere un lavoro e uno stipendio». Capita purtroppo che chi esce da questo luogo poi torni in comunità. «Per questo è fondamentale – spiega Lara Toccafondi, responsabile dell’area inclusione sociale e dipendenze di “Pane e Rose” - dare continuità all’attività del laboratorio. Non c’è solo la vendita al pubblico. Un filone è la rilegatura degli atti notarili».

Maria Lardara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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