Il Tirreno

Prato

tribunale

Dimezzata in appello la condanna al pedofilo di Iolo

di Paolo Nencioni
29 giugno 2011: la folla inferocita alle case popolari di Iolo
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29 giugno 2011: la folla inferocita alle case popolari di Iolo

Un anno e quattro mesi per atti sessuali con minorenni. La Cassazione aveva annullato il processo perché l'uomo era stato giudicato per induzione alla prostituzione minorile, reato più grave

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PRATO. È stata dimezzata in appello la condanna al cosiddetto “pedofilo di Iolo”, il cinquantaduenne che il 29 giugno del 2011 rischiò di essere linciato da una folla inferocita alle case popolari di via Andrea da Quarata, dopo che si era sparsa la voce che l’uomo aveva fatto sesso con un quindicenne suo vicino di casa.

Condannato in primo grado a quattro anni di reclusione per induzione alla prostituzione minorile, l’uomo ha beneficiato di uno sconto di pena in appello (3 anni), ma nello scorso mese di maggio la Cassazione ha annullato la condanna, rinviando ai giudici della Corte d’appello di Firenze, sostenendo che era stata erroneamente formulata l’imputazione per il primo e non per il secondo comma dell’articolo 600 del Codice penale. In altre parole il cinquantaduenne era stato condannato per induzione alla prostituzione, mentre avrebbe dovuto essere giudicato per “atti sessuali con minori”. Nella sostanza non avrebbe indotto il quindicenne a prostituirsi ma avrebbe approfittato della situazione (lui ha sempre detto che non pagava, ma faceva regali).

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Nel frattempo l’imputato, difeso dall’avvocato Massimiliano Tesi, ha passato due anni e quattro mesi agli arresti domiciliari in una località segreta, perché gli ex vicini di casa lo cercavano per farsi giustizia da soli (17 furono denunciati per la rivolta di Iolo, nel corso della quale fu lanciata anche una bomba molotov). Teoricamente adesso potrebbe chiedere un risarcimento per l’ingiusta detenzione.
 

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