Il Tirreno

Prato

il caso

Slot vicine alle scuole, nessun passo indietro della Questura

di Paolo Nencioni
Il questore di Prato Filippo Cerulo
◗
Il questore di Prato Filippo Cerulo

Dopo l'ordinanza del Tar che dà ragione al Comune di Prato sulla sospensione della licenza a una sala Vlt accanto al Liceo Livi, il questore Cerulo chiarisce che si continuerà ad applicare una circolare che contraddice la legge regionale

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Nessuna volontà di fare polemica col Comune, ma nessun passo indietro da parte della Questura di Prato sulla questione delle licenze alle sale Vlt (video lottery terminal), oggetto di una recente ordinanza del Tar della Toscana che ha sospeso l'autorizzazione alla sala Vlt "Lucky Time" di via Pistoiese perché troppo vicina al Liceo scientifico Livi di via Marini, in base alla legge regionale 53 del 18 ottobre 2013 che istituisce il divieto entro un raggio di 500 metri. Lo ha chiarito oggi, 22 dicembre, il questore Filippo Cerulo commentando la decisione del Tar e il dibattito che ne è sorto.

"Il Tribunale amministrativo regionale ha ribadito che nel rilascio delle autorizzazioni le Questure non possono ignorare le leggi regionali" aveva scritto il sindaco Matteo Biffoni commentando l'ordinanza. E ancora: "L'opportunità di rilasciare o meno l'autorizzazione per attività di questo genere non può dipendere solo da valutazioni di ordine pubblico". In realtà la questione è complessa, perché la Questura, in base a una circolare del Ministero dell'Interno del 19 aprile 2012, che interpreta la legge 73 del 2010, è chiamata a dare l'autorizzazione alle sale Vlt solo in base a considerazioni di ordine pubblico e non di vicinanza a scuole, chiese o circoli ricreativi. Dunque, sulla carta, ha ragione la Questura, perché la legge nazionale prevale su quella regionale. D'altra parte il Tar, con la sua ordinanza di sospensione della licenza (e in attesa della sentenza di merito), sembra dire l'esatto opposto. Ma secondo la legge nazionale, va ribadito, è la Questura l'unico soggetto che può dare l'autorizzazione, e lo deve fare dopo aver valutato la situazione dell'ordine pubblico, non di altro.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.10541969:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2014/12/21/news/il-tar-chiude-la-sala-slot-troppo-vicina-alla-scuola-1.10541969]]

Nero su bianco, siamo di fronte alla conferma che su argomenti anche molto delicati, come quello del gioco d'azzardo vicino a luoghi sensibili, ci sono leggi e istituzioni che non si parlano. Basta dare un'occhiata al testo della legge regionale 57 dell'ottobre 2013. Vi si trova all'articolo 4 l'espresso divieto di aprire sale da gioco "in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, centri giovanili e altre strutture culturali, ricreative e sportive frequentate principalmente dai giovani, o da strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale"; c'è l'attribuzione di vigilanza e controllo ai Comuni (art. 13); sono previste sanzioni (da 1.000 a 5.000 euro); ma non c'è un articolo che superi il conflitto con la legge nazionale. Dunque al momento rischia di essere solo una legge spot. E infatti è stata scarsamente applicata.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.10551670:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2014/12/23/news/ricorso-contro-le-slot-alberti-plaude-a-biffoni-1.10551670]]

"Non potevamo agire diversamente - spiega il questore Cerulo - Se avessimo negato l'autorizzazione a quella sala Vlt e il titolare avesse fatto ricorso al Tar, l'avremmo perso. Chi parla è sensibile all'argomento e non ha nulla contro la decisione del Comune". Anzi, aggiungono in Questura, se ci togliessero la competenza sull'autorizzazione alle sale Vlt, ci farebbero solo un piacere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa