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Calci e pugni alla pancia della ex: la donna perde il bambino

Dopo aver tentato invano di convincere ad abortire l’amica con cui aveva avuto una relazione l’ha aggredita selvaggiamente: adesso è ricercato dalla polizia

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PRATO. Quando ha saputo che la sua ex amante aspettava un bambino da lui, prima le ha mandato a casa un amico, affinché cercasse di convincerla ad abortire. Promettendole anche dei soldi, perché non gli rovinasse l’imminente matrimonio con un’altra donna. Poi, quando il tentativo è caduto nel vuoto, si è presentato alla sua porta di persona: e l’ha presa a calci e pugni sulla pancia, con tale violenza da farle perdere il bambino.

È successo sabato 13 dicembre, in un appartamento di Pistoia, dove la vittima, una donna originaria della Nigeria, era ospite da qualche tempo di un’amica, da quando, appunto, era finita la relazione con il suo aggressore, anche lui nigeriano, residente però a Prato. Adesso l’uomo è ricercato dalle forze dell’ordine, che però stanno indagando per conoscere la sua esatta identità: secondo quanto la vittima, non ancora trentenne, ha raccontato ai poliziotti della Questura, di lui per il momento sanno solo il nome di battesimo, due numeri di cellulare e che si tratterebbe di uno spacciatore di droga.

La donna, invece, dopo essere stata sottoposta, martedì 16 dicembre, a un intervento all’ospedale San Jacopo per la rimozione del feto (di circa due mesi) ormai privo di vita, è stata dimessa, ma continua ad essere seguita dal Centro donna di Pistoia. Come detto, l’aggressione si è verificata sabato 13. Un vero e proprio pestaggio, con calci e pugni al ventre, probabilmente proprio con l’intenzione di causare un aborto. Il nigeriano, che già era fidanzato a Prato quando aveva avuto la relazione con la connazionale conosciuta qua a Pistoia, si deve sposare a breve e non voleva che quella gravidanza inattesa potesse mandargli tutto all’aria.

E ha pensato di risolvere la situazione con la violenza. La vittima, già quella stessa sera ha cominciato ad avvertire dei dolori al ventre, ma siccome aveva già una visita ginecologica fissata al Centro donna dell’Asl per il lunedì successivo ha deciso di non andare all’ospedale, di non sottoporsi ad un controllo. Due giorni dopo, i medici del Centro donna hanno subito capito che qualcosa non andava, che il feto presentava una forte sofferenza cardiaca. E hanno disposto l’immediato trasporto della donna al pronto soccorso dell’ospedale.

Dove, tra l’altro, mentre era in attesa di essere visitata, è stata raggiunta dall’ex amante che, davanti a tutti, l’ha presa a schiaffi per poi darsi alla fuga. Quando i medici dell’ospedale hanno effettuato il controllo hanno accertato che il feto era morto. A quel punto, scattato il “Protocollo rosa”, per le donne vittime di violenze, è stata immediatamente avvertita la polizia.

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