Attenzione
«Volevo prendere la targa e mi hanno sparato contro»
La drammatica testimonianza del titolare del supermercato rapinato venerdì I banditi hanno abbandonato l’auto alla Castellina e gli hanno dato fuoco
PRATO. Si è trovato a tu per tu con i banditi, per un lunghissimo minuto. Ma Marco Paoletti ha avuto il coraggio di accennare un inseguimento appena i tre uomini incappucciati sono usciti dall'ingresso del supermercato Conad di via Santa Gonda, intorno alle 20 di venerdì sera. Il classico orario delle rapine: poco prima della chiusura. Paoletti è il titolare del supemercato. Nella sua vita di commerciante è già incappato in qualche episodio cruento, come racconta lui stesso, ma è la prima volta che si trova una pistola puntata alla testa. E un colpo di fucile che lo sfiora, poco sopra la testa, andando a forare la vetrina anti-proiettile, che rimane intatta tranne che per un’incrinatura a forma di rosa che si irradia dal punto in cui è entrato il proiettile.
«E' avvenuto tutto in pochissimo tempo, un minuto al massimo», racconta Paoletti che, a distanza di molte ore ormai dalla rapina trova il modo di sorridere e sdrammatizzare. «Sono entrati in tre, incappucciati. Oltre a me c'erano c'erano tre commessi più un paio di clienti, probabilmente gli ultimi della giornata. Uno di loro almeno era italiano, quello che mi ha rivolto la pistola alla tempia intimandomi di dargli l'incasso. Accento meridionale, non direi giovane. Ne ho visti due armati, uno con la pistola e l'altro aveva un fucile. Gente che viene da fuori, quasi sicuramente». Miravano alla cassaforte, ma Paoletti ha detto loro che non c'è, quindi hanno preso la cassa, svuotandola e gettandola per terra. «Non vi dico quanto c'era, ma poca roba. Il grosso lo teniamo altrove. Ma da oggi terremo anche meno in cassa, questo è sicuro».
Intanto i clienti sono riusciti a scappare. Gli altri commessi, chissà che spavento. «Spaventati sì, ma nemmeno troppo. Sono ragazzi giovani e coraggiosi, oggi sono di nuovo tutti al lavoro». La fuga dei banditi è stata la parte più drammatica di questa rapina al supermercato di prima serata. «Sono usciti e li ho seguiti d'istinto, volevo prendere la targa dell'auto con la quale scappavano e infatti poi ci sono riuscito. Ho fatto qualche metro, sul marciapiede e uno dei banditi mi ha puntato il fucile contro ed ha sparato. Ho pensato che non volesse colpirmi ma solo spaventarmi. Forse è così, ma il proiettile è andato a infrangersi su una delle vetrine del supermercato, a circa due metri venendo da fuori, quindi poco sopra l'altezza di un uomo».
Paoletti indica col dito il foro lasciato dal proiettile, che i clienti del sabato mattina osservano con curiosità e terrore, come il segno più tangibile dell'episodio criminale che, ancora una volta, ha preso di mira questo quartiere, un tempo tranquillo, situato fra viale Montegrappa e l'argine destro del Bisenzio. Il furgone Fiat Fiorino bianco è stato ritrovato in nottata dai vigili del fuoco, chiamati perché qualcuno aveva segnalato che c'era un'auto che stava bruciando. I banditi lo hanno lasciato all'estrema periferia nord-est, proprio sotto il ponte della ferrovia che collega via del Palco alla pista ciclabile lungo il Bisenzio, alla fine della Castellina. Il furgone era stato rubato a un pratese qualche giorno fa. Una zona isolata, almeno la notte ed era sicuramente pronta un'altra auto per ripartire inosservati.
Il fucile utilizzato dai banditi, secondo i carabinieri che stanno conducendo le indagini, è del tipo da caccia “sovrapposto”. Non è stata ritrovata la cartuccia dopo il colpo sparato al vetro, né all'interno né all'esterno del supermercato: questo perché in questo tipo di fucili quando viene sparato un colpo solo la cartuccia resta nel fucile e parte solo un pallettone o una scarica di colpi.
Il supermercato è munito di videocamera di sorveglianza ma, come ammette lo stesso titolare, non ha funzionato a dovere e si vedono immagini dei rapinatori molto sfocate, poco utili agli inquirenti per risalire alla loro identità.
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