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Nasce il biodistretto del vino e del food. "Perché la nostra ricchezza è il territorio"

di Ludovica Monarca
Fabrizio Pratesi , presidente del Consorzio dei vini di Carmignano
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Fabrizio Pratesi , presidente del Consorzio dei vini di Carmignano

Pratesi, presidente del Consorzio del vino: "Il futuro della nostra area parte dal binomio enogastronomia-turismo. Prepariamoci a festeggiare i 300 anni della prima doc"

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CARMIGNANO. “La vera ricchezza è il nostro territorio, con i suoi prodotti, le sue bellezze e le sue unicità: non solo dobbiamo difenderlo, ma dobbiamo valorizzarlo più che possiamo”. Lo dice chiaramente Fabrizio Pratesi, presidente del Consorzio del vino di Carmignano (che riunisce nove aziende di Carmignano e due di Poggio con le loro tre doc: Barco, Rosato e Carmignano): il futuro passa dall’enogastronomia e dal turismo.

“Qui di possibilità ce ne sono, e nemmeno poche. L’importante è riuscire a fare sistema”. E qualcosa nel territorio che abbraccia Carmignano e Poggio sta già  cambiando. A fine novembre si è infatti costituito il comitato promotore per il biodistretto del Montalbano. Alla guida, indicato coram populo, Vittorio Contini Bonacossi della Tenuta di Capezzana, una delle aziende più blasonate del territorio. Aziende, associazioni e istituzioni, produttori e consumatori. Tutti assieme. Biologico e biodinamico erano già di casa sul Montalbano. Da alcuni anni più produttori di vino e di olio hanno abbracciato questa filosofia, autonomamente. Poi nel paniere sono entrati i fichi, gli ortaggi, aziende agricole e d'allevamento. Adesso si tratta di andare oltre. Gli otto incontri e conferenze organizzate a cavallo dell’estate sono stati il primo passo. Un progetto comune tra Pro Loco e amministrazione comunale premiato con un contributo da 3.000 euro della Regione. Ora il lavoro prosegue.

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Il biodistretto, una volta costituito, potrà aiutare i più piccoli nella commercializzazione dei prodotti (anche quelli meno blasonatI), li guiderà nelle scartoffie e nella burocrazia, renderà più facili controlli e scambio di buone pratiche, anche la formazione. Sarà un vantaggio per tutti, anche per i consumatori, e una marcia in più per il turismo.

Turismo che anche secondo Fabrizio Pratesi è un settore su cui il territorio deve può e deve puntare molto di più. “E presto avremo anche un’ottima occasione per creare sistema – spiega - Il vino di Carmignano si avvia a festeggiare i 300 anni dalla 'prima patente di nobilità' ottenuta dal granduca Cosimo III de' Medici nel 1716. Una Doc prima che la Doc nascesse, cento anni prima dell'Aoc francese. Un’occasione da non perdere in cui crediamo molto. Produttori, istituzioni e cittadini devono lavorare insieme per valorizzare il territorio, riscoprire e lavorare insieme su tutte le potenzialità che Carmignano e Poggio hanno da offrire”.

E porprio per i 300 anni della prima doc (condivisa con altre tre zone delimitate allora dai Medici: Chianti, Rufina e Pomino, Alta valle della Greve) si pensa anche a realizzare un logo comune, un simbolo di cui potrebbero fregiarsi sulle etichette le bottiglie di tutte le aziende inserite nei consorzi di quei territori. Un po' come le stelle che compaiono sulle maglie delle squadre di calcio per testimoniare le decine di scudetti vinti.

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