Il dolore
Al Datini si studierà anche Agraria, per salvare il Marconi
La Provincia ha presentato il nuovo indirizzo di studio dell'istituto di via Galcianese. Pre-iscrizioni da gennaio
PRATO. Ritorno alla terra. Non bastano un trattore, una vanga ed energia nelle braccia. Servono una preparazione adeguata, formazione mirata e un livello di alta specializzazione. L’agricoltura, insomma, è sempre più roba da diplomati e laureati. Ma per diplomarsi in agraria finora uno studente pratese doveva armarsi di pazienza ed emigrare a Firenze o Pistoia per iscriversi a un istituto tecnico o professionale. Stando ai numeri della Provincia, ogni anno 50-60 domande di aspiranti professionisti del settore agricolo, alle prese con la scelta della scuola superiore, non trovavano una risposta. Ad intercettarle, dall’anno 2015/2016 sarà l’istituto “Datini” che abbraccerà l’indirizzo tecnico-agrario salutando invece le due classi di grafico-pubblicitario pronte a traslocare al Marconi, dove sarà attivato anche un altro indirizzo di artigianato e disegno sulla moda con specializzazione in borse e calzature.
Così, alla luce dei nuovi cambiamenti anticipati nei giorni scorsi dal Tirreno, tra gennaio e febbraio si potranno raccogliere le preiscrizioni per i nuovi indirizzi. «Si tratta di una proposta coraggiosa», così il vice presidente della Provincia Emiliano Citarella definisce la nuova operazione di dimensionamento scolastico la cui valenza politica viene chiarita meglio dal presidente Matteo Biffoni. In gioco c’è il futuro del professionale “Marconi” sottodimensionato, privato di una guida stabile e a tempo pieno, non raggiungendo la soglia fatidica dei 600 iscritti e facendo scattare così la “reggenza” affidata a Daniele Santagati, già preside del “Datini”. Numeri che in questo modo il “Marconi” guadagna grazie agli indirizzi in più (grafico e moda, cui si aggiunge il serale).
«Nell’attuale situazione in cui versano le Province - fa notare Biffoni - l’operazione più semplice sarebbe stata quella accorpare il “Marconi”. Invece noi lo vogliamo rilanciare: una scelta politica in controtendenza, per ridare forza al “Marconi” arginando la dispersione scolastica». Perché allora non attivare l’agrario proprio all’istituto di via Galcianese? In realtà, si punta al binomio agrario-alberghiero del “Datini” per creare un polo agroalimentare legato al turismo. «Abbiamo tenuto conto anche delle indicazioni dell’Ordine degli agronomi e dai Comuni della Provincia, dal Montalbano alla Vallata passando per Montemurlo, circa la creazione di nuove professionalità legate al “food” - riprende Citarella - Il trasferimento al “Marconi” del grafico invece ha un senso perché gli studenti lì avranno la possibilità di utilizzare il programma di disegno Cad molto richiesto dalle aziende».
L’ultima parola spetta al Miur che dovrà autorizzare il riassetto voluto dalla Provincia mentre l’orientamento della Regione è già favorevole al nuovo corso del “Datini”, benedetto anche dal suo preside Santagati. Il filo conduttore di tutta l’operazione sarebbe il legame fra l’agrario, l’enologia e il turismo alberghiero. Per questo il dirigente vuole tranquillizzare il corpo docenti del "Datini" visti i mal di pancia dei giorni scorsi. «Stiamo aumentando l’offerta formativa, offrendo opportunità nuove agli studenti. Del resto al “Marconi” l’indirizzo meccanico era in sofferenza, nonostante gli investimenti sostenuti. Non ci saranno disagi per i docenti, anche perché le scuole superiori si trovano nel raggio di pochi chilometri. E nessuno perderà il posto, ci sarà una rimodulazione del personale con l’aggiunta di un assistente tecnico al “Marconi”: cinque al “Datini” e due al “Marconi”, appunto». Per quanto riguarda i nuovi spazi, il recupero di nuove aule (due per il grafico e due per l'indirizzo moda) nell'edificio di via Galcianese sarà possibile riorganizzando gli uffici di presidenza e di segreteria, con l’obiettivo appunto di arrivare a 600 iscritti.
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