Il Tirreno

Prato

#pratointour

Un secolo di vino in quella cantina. E ora Capezzana sceglie il biologico - Video

di Ludovica Monarca
Le botti del vino più giovane che diventerà Barco reale: da ogni botte usciranno circa 3.000 bottiglie
◗
Le botti del vino più giovane che diventerà Barco reale: da ogni botte usciranno circa 3.000 bottiglie

Dopo il boom negli Stati Uniti, l'azienda dei Contini Bonacossi apre anche la strada dei mercati asiatici, Cina e non solo

4 MINUTI DI LETTURA





CARMIGNANO. Non si può parlare di Carmignano senza parlare del vino di Carmignano, che si avvia a festeggiare i 300 anni dalla “prima patente di nobilità” ottenuta dal granduca Cosimo III de' Medici nel 1716. Una Doc prima che la Doc nascesse, cento anni prima dell'Aoc francese.

Tremila anni di vino. E non si può parlare di vino di Carmignano senza visitare la cantina Capezzana dei conti Contini Bonacossi, una delle più grandi del territorio la cui struttura racchiude la storia stessa della coltivazione vinicola della zona. A Carmignano infatti la vite si coltivava già nell’epoca preromana, circa 3000 anni fa, come dimostrano i vasi da vino e le coppe da degustazione trovati nelle tombe etrusche, ma non solo.
Nell’archivio di stato di Firenze è stata infatti ritrovata una pergamena datata 804: si tratta di un contratto di affitto che documenta come già 1200 anni fa a Capezzana venissero coltivati olivi e viti per la produzione dell’olio e del vino. Pergamena che è conservata all’interno proprio all’ingresso della tenuta dei conti Contini Bonacossi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.10522189:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/viaggio-all-interno-della-cantina-capezzana/41128/42158]]

La storia della famiglia. Una storia antica dunque, che lega tradizione e modernità. La famiglia Contini Bonacossi è proprietaria della tenuta dal 1920 , anno in cui il conte Alessandro ritorna dalla Spagna insieme a sua moglie.
Nasce così la Tenuta di Capezzana, suddivisa in 3 fattorie e più di 120 poderi, dedita alla produzione di vino e olio di grande qualità. Una passione, quella di Alessandro per il vino, seconda solo al collezionismo di opere d’arte. “Una vera fortuna per noi della famiglia – spiega la nipote Serena – visto che oggi Capezzana può anche vantare una raccolta di annate storiche a partire dal 1925”. Nel 1945 ad Alessandro si affianca il figlio Ugo, reduce dalla guerra e laureato in agraria che prende gradualmente la direzione della Tenuta trasformandola da conduzione mezzadrile ad azienda moderna, ma sempre mantenendo il legame con il territorio. “Il gusto della zona di origine è la cosa che più ci interessa da portare avanti, ovvero il profumo del terreno che entra, unico e ineguagliabile, nei nostri vini - spiega Serena - Tanto abbiamo nel passato creduto in questo gusto di origine che abbiamo lottato per riottenere e abbiamo riottenuto la doc dal 1969 e la docg dal 1988. Denominazione della quale si erano già fregiati i nostri predecessori in epoca medicea (1716 bando del granduca Cosimo III dei Medici)”.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.10522173:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10522173:1652274263/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

L’azienda oggi. Attualmente l’azienda ha una superficie complessiva di 670 ettari: 104 sono coltivati a vigneto, e 140 a oliveto. Il centro aziendale è costituito dalla villa padronale, la fattoria, la cantina storica, la cui porzione più antica risale al ‘500, un moderno frantoio ed una ampia vinsantaia, collocata sopra alla cantina. La nuova tinaia è stata costruita nel 1938 su progetto dell’architetto Giovanni Michelucci. Una meraviglia per gli occhi e per il palato che ogni anno produce circa 500mila bottiglie di cui circa il 60% viene esportato all’estero. “Principalmente Stati Uniti – spiega Serena Contini Bonacossi – ma negli ultimi anni ci stiamo aprendo molto al mercato asiatico, principalmente Cina, Corea e Singapore”.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.10522150:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10522150:1652274263/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

I vini. All’interno della produzione di vini della tenuta il più rappresentativo del territorio di Carmignano è senza dubbio il Villa di Capezzana, vino storico dell’azienda dato che la famiglia ha bottiglie dall’annata 1925. È prodotto per l’80% da Sangiovese e per il 20% da Cabernet Sauvignon. Impossibile dimenticare anche il Barco Reale di Capezzana doc, la versione giovane del Carmignano, fatto con le stesse uve (Sangiovese e Cabernet Sauvignon) e con un’aggiunta di Canaiolo. Da sottolineare anche la produzione del Trebbiano in purezza dalle cui uve viene prodotto anche il Vin Santo che stato è eletto qualche anno fa re dei vini liquorosi dalla giuria dell’International Wine Challenge (Iwc), la più grande degustazione di vini alla cieca a livello mondiale. Non solo, quest’anno l’annata 2007 si è aggiudicata Tre Bicchieri dal Gambero Rosso, ma anche il premio come Miglior Vino Dolce d’Italia.

La scelta del biologico. Vino di altissima qualità e rigorosamente biologico. L’azienda da anni infatti ha abbandonato l’uso di diserbanti e concimi chimici sostituendoli con lavorazioni meccaniche e semine di piante leguminose da sovescio, e aderendo completamente a questa filosofia ha chiesto la certificazione biologica a un istituto esterno. “Una scelta di cui andiamo molto orgogliosi – spiega serena – crediamo molto nel biologico e siamo convinti che sia il modo giusto di produrre. Per noi e per le generazioni future”.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.10522185:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10522185:1652274263/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web