La Pro Loco punta sul distretto del vino e dell'enogastronomia
Il museo della vite e del vino al centro delle iniziative di promozio del terriotrio. Si inaugura un nuovo punto informativo multimediale
CARMIGNANO. Oltre a promuovere diverse iniziative rivolte ai propri cittadini, come corsi di potatura e di riconoscimento delle piante, corsi di avvicinamento al vino, corsi di cucina e di piccolo allevamento, la Pro loco di Carmignano è molto impegnata nella promozione delle eccellenze del territorio. Lo fa attraverso numerose manifestazioni ed iniziative, ed anche curando un sito web ed un museo.
Il museo. All’interno delle strutture della pro loco di Carmignano, infatti, si trova il Museo della Vite e del Vino, nelle cui sale sono conservati documenti storici e reperti della vita contadina del paese. Come spiega Fiorenzo Drovandi, consigliere della Pro loco che ci ha accompagnato nella visita del museo, uno dei documenti più importanti tra quelli esposti è il bando di Cosimo III de’ Medici che nel 1716 sancì la nascita del vino Carmignano, trasformandolo così nel primo vino doc della storia. Oltre al bando, il museo ospita altri documenti storici, attrezzi risalenti al secolo scorso, come presse per la produzione del vino, ceste per l’essiccazione dei fichi secchi, botti ed immagini storiche, ed una grande collezione di vini provenienti da tutto il mondo, donata al Comune di Carmignano dal professor Melis. Oltre al Museo della Vite e del Vino, un’altra eccellenza del territorio è il Museo Archeologico di Artimino, ricco di reperti provenienti dagli scavi etruschi, dove la Pro loco tiene un punto informativo in estate.
La promozione del territorio. L’altro impegno costante della pro loco di Carmignano è la promozione di tutto il territorio: in estate vengono realizzate molte iniziative, a partire da “Calice di Stelle”, evento che nel mese d’agosto porta in paese migliaia di persone; mentre durante tutto l’anno viene curata la promozione del distretto, curando molto anche il lato tecnologico. Tra pochi giorni, a tal proposito, in piazza Vittorio Emanuele II verrà inaugurata una postazione tecnologica con un touchpoint per i turisti: “Un investimento importante per noi – ci spiega il presidente della pro loco Niccolò Fanfani –, ma che fornirà un grande servizio per tutti i turisti. Ci sarà un sistema che, sia in italiano che in inglese, fornirà tutte le informazioni di cui si possa aver bisogno per visitare il distretto: attraverso un menù si accederà ad una vasta tipologia di servizi ed informazioni turistiche, personalizzate per il nostro territorio, che andranno dalla visita alle cantine fino alle prenotazioni in alberghi e ristoranti, dai parcheggi agli orari degli autobus. Insomma, grazie anche a questi nuovi strumenti tecnologici cerchiamo di fornire un servizio sempre migliore ai turisti, coinvolgendo tutte le attività interessate nella promozione del distretto di Carmignano ed Artimino”. Tra due anni, inoltre, ricorrerà il trecentesimo anniversario dall’emanazione del bando di Cosimo III de’ Medici: “Senza dubbio – continua il presidente Fanfani – sarà una grande occasione per promuovere, insieme al Comune ed al Consorzio di produttori della zona, tutta una serie di eventi riguardanti l’eccellenza del vino Carmignano”.
Il Consorzio. Non si può parlare di Carmignano, infatti, senza parlare del suo vino, che si avvia a festeggiare i trecento anni dalla prima “patente di nobilità” ottenuta dal granduca Cosimo III de' medici nel 1716. Una DOC prima che la doc nascesse, cento anni prima dell'Aoc francese. Sono dodici i produttori di vino della zona a far parte del Consorzio di Tutela dei Vini di Carmignano, che ne tutela la qualità e la storia. “Si tratta di un vino di grandissima qualità – spiega Realmo Cavalieri, sommelier e direttore tecnico del Consorzio – che migliora sempre nel tempo. Le vendite stanno andando bene, con il 60/70% che ormai è diretto verso l’estero: principalmente negli Stati Uniti, ma negli ultimi anni anche l’est Europa, ad esempio in Polonia e Cecoslovacchia, e l’Asia, in Cina, Giappone, Vietnam e Corea”. Negli ultimissimi anni, inoltre, molti delle aziende aderenti al consorzio si stanno orientando verso la produzione bio: “Dal punto di vista organolettico nel vino non cambia nulla. Quello che cambia, però, è il rispetto verso la natura, visto che non si utilizzano più prodotti chimici sulle piante. Ci vorranno tre anni per ottenere la certificazione, ma la strada verso il bio è già ben intrapresa”.
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