Sicurezza
Il postino “privato” di Babbo Natale arriva alla Guasti
Gli alunni della scuola hanno potuto imbucare le letterine Santa Claus ha inviato da loro un funzionario delle Poste
PRATO. Nella lista dei desideri di Alda non ci sono giocattoli o articoli di tecnologia, ma solo sentimenti di amore e fratellanza. Sandro invece ha chiesto a Babbo Natale di poter fare da grande lo scrittore: a 10 anni è già una buona penna, tanto da tenere in un quaderno i suoi racconti. Per lui che è di origine cinese, ormai viene naturale scriverli in italiano. Caro Babbo Natale, ti scrivo dai banchi di scuola della “Cesare Guasti”. E a far recapitare la lettera a Santa Claus, cui cento alunni delle classi IV C, I, II e III B hanno affidato i loro sogni di bambini, ha pensato un postino un po’ particolare: un funzionario di Poste Italiane che si è presentato ieri alla buon’ora sull’atrio dell’istituto di via Santa Caterina con una cesta ricca di doni per i più piccini, accompagnato dalle insegnanti e dalla preside Luciana Marchese. Chiamati uno ad uno, gli studenti di prima e seconda hanno ricevuto come regalo una pallina decorata da appendere sull’albero di Natale mentre ai più grandicelli di terza e quarta è toccata una busta contenente un applicazione di Poste Italiane grazie alla quale potranno prendersi cura di un abete virtuale, oltre a un pupazzetto di carta da comporre. La mattinata alla “Cesare Guasti” si è colorata così con i sorrisi dei bambini, curiosi di conoscere il responso di Babbo Natale: ai piedi dell’albero addobbato, si sono messi pazientemente ad aspettare il proprio dono, con la magia dell’attesa impressa nei volti dei nuovi italiani di origine cinese, africana, sudamericana. «I miei alunni – racconta la maestra Roberta della IV C - erano gelosi delle letterine che hanno scritto: per alcuni il timore era di replicare la lettera che avevano già preparato a casa, mentre per altri l’iniziativa di Poste è diventata un’occasione per riflettere sul senso del Natale e sui sentimenti che lo accompagna». Tanti bei pensieri racchiusi in un foglio di carta anche se in qualche caso è stato impossibile resistere al richiamo dell’high-tech. E così, per qualcuno il vero regalo coi fiocchi sarebbe un iPad sotto l’albero. Anche sui banchi della seconda elementare il Natale si declina in un’accezione meno materialistica. Accanto al sogno più classico per ogni bimbo di otto anni, ovvero doni in giocattoli di tutti i tipi, c’è spazio per pensare al prossimo. «I miei alunni hanno chiesto a Babbo Natale regali non per sé ma per i bimbi più poveri del mondo», racconta la maestra Lorella. Un altro desiderio? La pace in tutto il mondo. Difficile da esaudire, purtroppo. Per Poste Italiane si tratta di un’iniziativa promozionale per radicarsi sul territorio. «A differenza che in passato - spiega Paolo Pacillo della filiale pratese di Poste Italiane - quest’anno abbiamo deciso di dare una risposta alle letterine dei bambini. La scelta è ricaduta sulle “Cesare Guasti” per la disponibilità della dirigente scolastica e degli insegnanti, oltreché per la sua valenza multiculturale vista la presenza di molti alunni di nazionalità diversa». Una scuola in cui la parola “diversità” fa rima con normalità e quotidianità, dove l’imperativo è accogliere e includere. E quale miglior collante di culture diverse che il mito ormai universale di Babbo Natale?
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