Il Tirreno

Prato

violenza

Stuprata e sottoposta a torture per un'intera notte

di Cristina Orsini
Il sostituto procuratore Antonio Sangermano
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Il sostituto procuratore Antonio Sangermano

Prato, emersi nuovi terribili particolari sulle ore che una donna marocchina ha trascorso prigioniera del suo ex fidanzato. Ora l'uomo, già agli arresti domiciliari, si trova in carcere

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PRATO. Legata al letto, mani e piedi, imbavagliata con del nastro adesivo per pacchi, violentata più e più volte  - almeno tre - e torturata. Emergono nuovi, terribili particolari della notte di follia e sadismo che è stata costretta a vivere una giovane donna di 33 anni, di nazionalità marocchina , in Italia con regolare permesso di soggiorni e un lavoro come colf,  stuprata il 2 dicembre scorso, dall’ex fidanzato, 44 anni, marocchino pure lui, agli arresti domiciliari per droga, sottoposto a fermo su ordine del procuratore capo facente funzioni Antonio Sangermano su indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale.

L’uomo che si trovava agli arresti domiciliari per spaccio di droga e nel 2009 è stato messo sotto inchiesta per aver violentato un’altra ragazza con modalità del tutto simili a quelle attuali, è indagato oltreché per violenza sessuale, per sequestro di persona, per minacce e lesioni. Una notte da “Arancia meccanica” quella vissuta dalla donna  che dopo essere riuscita a fuggire dall’appartamento della zona di via Pistoiese si è fatta refertare all’ospedale e ha consegnato, tutto, denuncia compresa, ai carabinieri ventiquattro ore più tardi.

Il marocchino ha telefonato alla sua ex con un pretesto: le ha chiesto di portargli un pacchetto di sigarette. Non appena entrata l’ha tramortita con alcuni pugni sul viso e  da lì in poi si è scatenata la follia. Mentre era svenuta – ha raccontato la donna agli inquirenti e agli investigatori -  l’uomo le ha strappato i vestiti di dosso, l’ha legata mani e piedi al letto con del nastro adesivo per pacchi, per evitare che urlasse l’ha imbavagliata con lo stesso nastro adesivo. Poi è cominciata la violenza lunga, ripetuta, sadica: l’ha picchiata, più volte, l’ha offesa, in continuazione, non contento ha preso un coltellaccio da cucina e l’ha ferita alle cosce, per umiliarla, per annientarla.

Poi l’ha lasciata lì, legata al letto, per alcune ore  fino a quando in casa non è rientrato il fratello dell’aguzzino . Solo allora il presunto stupratore ha deciso di liberarla e lasciarla andare. Veloci ma approfondite le indagini dei carabinieri che avrebbero trovato, nella successiva perquisizione domiciliari, prove inconfutabili della violenza e delle torture subite dalla donna. Con ogni probabilità sono state le indagini sul nastro adesivo, ritrovato dagli investigatori in un comodino, di fianco al letto dove sarebbe avvenuta la violenza, a confermare buona parte di quanto raccontato dalla vittima nella denuncia. Il fermo del marocchino è scattato quando è stato chiaro che stava preparando la fuga: sarebbe tornato in Marocco. Ora, invece, resterà in carcere.

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