La manifestazione
Precari e senza più speranza
In un libro le lettere della rubrica di Quiriconi (Cgil) sul Tirreno
PRATO. Laureata in psicologia, master in criminologia a Boston con all' attivo 33 pubblicazioni scrive alla rubrica lavoro@iltirreno.it per chiedere informazioni su come fare a trovare lavoro, alla voce esperienza ha solo quella di cameriera a Londra e banconista a Viareggio. Sono storie come queste che hanno convinto Daniele Quiriconi, della Cgil Toscana, curatore della rubrica in accordo con l'allora direttore Roberto Bernabò, a raccogliere tutte queste lettere in un libro “Lettere dall'inferno” con il preciso intento di “non disperdere tutti questi messaggi nella bottiglia”. Un centinaio di lettere inviate fra l'aprile 2013e il luglio 2014 in cui si chiedono consigli su come fare a trovare lavoro, ma anche si lanciano messaggi di disperazione. “Tra le righe, ma non troppo, – spiega l'autore – emerge una grande solitudine e un senso di smarrimento. La gente scriveva a me perchè non sapeva come fare”. Quiriconi, insieme alla giornalista Giovanna Mezzana, ha suddiviso tutte le richieste di aiuto in tre categorie: disperati, cioè coloro che sono disposti a tutto, ormai hanno mandato centinaia di curriculum; i razionali ovvero coloro che hanno bisogno di essere orientati, hanno richieste precise e infine gli sprecati, la maggioranza quelli che hanno lauree e master ma non trovano lavoro secondo il percorso scolastico che hanno intrapreso. In questa categoria rientra Riccardo, laurea in chimica 37 anni fuori da ogni forma di incentivo all'assunzione, che prima accetta un lavoro come rappresentate di estintori e dopo tre mesi firma un contratto con un' azienda farmaceutica irlandese ed emigra. Scappare dall'Italia è l'idea di tanti, anche di cinquantenni rimasti senza lavoro, disposti a tutto pur di ricominciare a lavorare. “Dalle lettere che ho esaminato – spiega Quiriconi – emerge anche un altro fattore: chi ha perso il lavoro ha sempre cercato di qualificarsi ulteriormente, ma tutto è stato inutile. In queste circostanze, mi chiedo che senso abbia il dibattito lunare che ha intavolato il governo. Bisogna ricominciare dalle politiche attive per il lavoro: se la gente scrive a un giornale vuol dire che i centri per l'impiego e l' orientamento scolastico sono difettosi”.
Alessandra Agrati
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