Il Tirreno

Prato

Toccafondi jr patteggia un anno e dieci mesi

Gianni, il diciottenne figlio del presidente del Prato, aveva tentato una rapina La pena è sospesa. Rinnovata l'offerta di risarcimento, ma la tabaccaia la rifiuta

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PRATO. Un anno e 10 mesi e il pagamento di 500 euro con la pena sospesa. E’ questo l’esito del patteggiamento in Tribunale a Prato per Gianni Toccafondi, il figlio diciottenne del presidente dell’Ac Prato autore di una tentata rapina ai danni di una tabaccheria di Calenzano. A difendere il ragazzo nel corso della prosecuzione della direttissima che si è svolta ieri mattina, c’era l’avvocato Enrico Guarducci. La difesa ha riproposto il risarcimento 10mila euro alla tabaccaia di via Vittorio Emanuele a Calenzano, Paola Tavares, l’esercente che ha subito la rapina, ritenuto congruo anche dalla giudice Jacqueline Monica Magi. La donna aveva respinto l’offerta la prima volta ed ha rifiutato di nuovo anche questo secondo risarcimento. La titolare della tabaccheria di Calenzano ha rifiutato di nuovo l'offerta di risarcimento. E’ evidente che per la donna non è una questione di soldi. Gianni Toccafondi, dunque, può tornare adesso in libertà dopo qualche giorno trascorso agli arresti domiciliari.

L’assalto alla tabaccheria è avvenuta il 4 dicembre scorso, quando il figlio diciottenne del presidente del Prato Paolo Toccafondi fu arrestato per tentata rapina dai carabinieri di Calenzano fra l’incredulità generale. Il giovane calciatore, secondo quanto accertato dai militari, intorno alle 16,30 di si era presentato col volto coperto da uno “scaldacollo” nella tabaccheria “Da Vittorio” di via Vittorio Emanuele a Calenzano e ha intimato alla titolare, Paola Tavares, di consegnare l’incasso. Il giovane ha mostrato una pistola, che poi si è rivelata un’arma giocattolo. La donna ha reagito e ne è nata una colluttazione, nel corso della quale Toccafondi le avrebbe anche tirato una sedia.

«Era molto agitato - ha raccontato la donna - Quando ha visto che non volevo dargli i soldi, è andato nell’altra stanza, ha preso una sedia e me l’ha tirata. Poi ha cercato di venire dietro al bancone e io mi sono difesa con la stessa sedia. Speravo che le mie urla attirassero l’attenzione di qualcuno, ma in quel momento non sono entrati i clienti».

Ci ha pensato il figlio della tabaccaia a bloccare il giovane, che poi è stato consegnato ai carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Signa. La richiesta del patteggiamento è arrivata subito e la grana penale per il giovane rampollo della famiglia Toccafondi si è conclusa in pochi giorni.

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