Il Tirreno

Prato

L’istituto Datini avrà l’indirizzo agrario

di Maria Lardara
L’istituto Datini avrà l’indirizzo agrario

Riorganizzazione anche al Marconi che “prenderà” quello di grafico-pubblicitario. No comment del preside Santagati

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PRATO. Giovani agricoltori (e agronomi) crescono sui banchi di scuola. Sì, anche a Prato. Perché da settembre prossimo, per diventare perito agrario, non importerà più fare chilometri per spostarsi a Firenze o Pistoia.

Adesso c'è l'ufficialità: l'istituto "Datini" apre le porte all'indirizzo agrario ma - questa è un'altra novità - dice addio a quello grafico-pubblicitario che invece si trasferirà all'istituto "Marconi". Dove è prevista l'attivazione di un altro indirizzo professionale legato alla moda, tecnicamente catalogato come "produzioni artigianali e industriali, articolazione artigianato, produzioni tessili sartoriali". Una rivoluzione dell'offerta formativa che scatterà dall'anno 2015/2016, per effetto del piano provinciale di dimensionamento della rete scolastica approvato il 5 dicembre scorso con atto del presidente della Provincia Matteo Biffoni.

Tra gli obiettivi, il ritorno all'autonomia del "Marconi" sottodimensionato, dal 2012 orfano di dirigente scolastico (e dunque di una guida stabile "a tempo pieno") con i suoi 504 iscritti non sufficienti a evitargli la reggenza (devono essere 600). E il suo reggente è Daniele Santagati, preside del "Datini", al timone dunque dei due istituti coinvolti nell'operazione che vede la regia dell'ente provinciale «con un processo di concertazione iniziato dal mese di novembre - si legge nel documento della Provincia - al fine di arrivare a una definizione dell'offerta formativa territoriale fortemente condivisa che ha coinvolto i dirigenti scolastici, le organizzazioni sindacali, l'ufficio scolastico provinciale, la rappresentanza sindacale unitaria del "Marconi».

Perché portare l'agrario al "Datini" e togliere a quest'ultimo l'indirizzo grafico-pubblicitario per dirottarlo sul "Marconi"? Se si capisce il senso di quest'ultima mossa (implementare l'offerta formativa per ripristinare l'autonomia scolastica), bisogna andare a recuperare una delibera del consiglio d'istituto di fine settembre che dà mandato al dirigente di attivarsi con le istituzioni per portare il tecnico-agrario al "Datini". C'è stato nel frattempo un protocollo d'intesa per l'insegnamento delle materie agroforestali sul territorio pratese, firmato dai Comuni della Provincia e dall'Ordine provinciale dei dottori agronomi e forestali. Così, coniugando le competenze dell'alberghiero e dell'agrario, il "Datini" si candida a diventare polo formativo agro- alimentare, chiamando la Provincia a «programmare investimenti nei prossimi cinque anni per adeguare gli spazi al nuovo indirizzo». Fra gli interventi prioritari, il livellamento del terreno e la realizzazione di un pozzo artesiano per consentire gli studenti dell'agrario di fare pratica. Bocche cucite del dirigente scolastico Daniele Santagati sull'imminente trasformazione dell'istituto di via Reggiana anche perché - fa sapere - «sarà la Provincia a dare ogni dettaglio dell'operazione». Un po' l'addio alle due classi del grafico-pubblicitario porta a rivivere un copione già vissuto nel 2011, quando il "Datini" fu privato di due indirizzi (ragioneria e sociale) che traslocarono al vicino "Dagomari". Una domanda sorge spontanea: perché non dotare dell'indirizzo agrario il "Marconi", in modo da aumentare gli iscritti e ripristinare così l'autonomia scolastica, anziché trasferire le classi del grafico del "Datini"?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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