Il Tirreno

Prato

forbici sulle istituzioni

Province, il balletto dei "tagli"

Maria Lardara

Nella classifica del Sole 24 ore Prato avrebbe 82 dipendenti in esubero ma per il direttore Migani "è presto per fare dei numeri". Intanto la Provincia rinnova il contratto a 5 precari

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PRATO. La riforma Delrio dice: “Cara Provincia, devi tagliare del 50% il tuo personale”. E le Province eseguono, armandosi di forbici per dimezzare il proprio organico. Tradotto: per Prato questo significa dover fare a meno di 82 dipendenti per un totale di 3,6 milioni di euro da tagliare, secondo le rilevazioni dell’Upi (Unione Province Italiane), riportate dal Sole 24 Ore.

Stando a questa fotografia, in Toscana Prato è la realtà su cui l'impatto sarebbe più leggero in termini di personale da ricollocare (82 unità), a fronte dei 246 di Pisa, 231 di Arezzo e 217 di Siena (dove i lavoratori hanno manifestato). A livello nazionale, spiccano Perugia e Cosenza con la quota più massiccia di esodi previsti, 514 e 507 “eccedenze”.

Più buoni con Prato? No davvero, anche perché la previsione del personale in uscita è proporzionata alle dimensioni della macchina amministrativa (la provincia pratese è sempre stata fra le più piccole). Il punto è che questi calcoli diffusi dall’Upi, secondo il direttore generale della Provincia di Prato Massimo Migani, non sarebbero tanto verosimili perché calibrati su un emendamento fra i tanti che gravitano intorno alla legge di stabilità in fase di approvazione. Inoltre, si fa presto a parlare di “esuberi”. I presunti 82 a tempo indeterminato non andranno a casa ma troveranno ricollocazione presso altri enti, in primis in Regione. A Palazzo Banci Buonamici si naviga a vista in attesa di notizie certe da Roma e che la Regione Toscana metta mano a una legge per attuare il trasferimento di determinate funzioni (la scadenza prevista era in origine il 31 dicembre).

«Esuberi non è una parola corretta – frena Migani – anche perché si parla di persone che devono seguire determinate funzioni, e perciò ricollocate. Tutto dipenderà dalla mappatura di queste nuove funzioni che spetta alla Regioni. In ogni caso, il taglio del 50% dovrebbe essere sulla spesa, non sul personale. E con i dovuti distinguo: c’è differenza se si taglia un dirigente o un portiere. Mi sento di riporre fiducia nel legislatore: con i tagli indicati dalle tabelle dell’Upi non si attua la riforma Delrio, ci metterebbero in condizione di non lavorare. Entro la settimana si dovrebbe sapere qualcosa di più sul futuro del personale».

Sulla carta la Provincia conta 160 dipendenti ma sul tavolo del direttore generale sono pervenute già dieci richieste di mobilità, ovvero domanda di trasferimento presso altri enti. «Domande accordate compatibilmente con la necessità di mantenere alcune funzioni fondamentali». Che sono: l’edilizia scolastica, la manutenzione delle strade, lavori pubblici e ambiente. Queste, almeno, sono quelle che rimarrebbero in capo alla Provincia, il resto passerà di competenza alla Regione. Ed è tutto rimandato al 2015, appunto. Un'altra tabella dell’Upi riporta i tagli già effettuati dalle Province italiane dal 2010 ad oggi: nella classifica degli 86 enti, Prato si colloca a un buon 35esimo posto con 11 milioni di risorse in meno in quattro anni, pari a un taglio del 50%. Insomma, fra una manovra di bilancio e l’altra, la sforbiciata imposta via via dal governo centrale c’è stata già.

Nel frattempo la Provincia di Prato ha indetto tre avvisi di selezione per assumere cinque unità a tempo determinato inquadrate come “uffici di supporto agli organi di direzione politica” (ovvero, legate ai vertici) : si tratta di personale già operativo all’interno dell’ente ma “precario” da anni. Continuerà ad esserlo perché quello che si va a configurare è un altro rapporto a tempo determinato fino alla scadenza del consiglio provinciale del 2016. 

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