Gioco
"Chiedere lo status di teatro nazionale non significa ottenerlo"
Pergola di Firenze e Teatro di Pontedera si mettono assieme per puntare alla qualifica di teatro nazionale. Le critiche e le preoccupazioni di retrocessione dell'attrice di punta della compagnia stabile del Matastasio di Prato Valentina Banci e la risposta dell'assessore alla cultura Simone Mangani
PRATO. Valentina Banci, attrice di punta della compagnia stabile del Metastasio affida alla sua pagina Facebook tutta l’amarezza della rinuncia: “Il Teatro della Pergola – scrive l’attrice - si unirà a Pontedera Teatro per fare domanda e poter diventare così teatro nazionale come previsto dalla nuova riforma del teatro italiano. Prato per volere del sindaco Matteo Biffoni e del presidente del Teatro Metastasio Massimo Bressan con il cda tutto, ha deciso invece, malgrado da solo avesse tutti i requisiti richiesti per candidarsi a teatro nazionale, di non tentarci nemmeno e di fare domanda da subito come Teatro di rilevanza e interesse culturale, il che significa una decisa retrocessione”.
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Non solo, Banci parla di decisione “non motivata” quella del Met di “accontentarsi” dello status di Tric (teatro di rilevanza e interesse culturale) e accusa l’assessore alla cultura Simone Mangani di “eccessivo silenzio”. Interrotto immediatamente: “Mi pare ci sia un po’ di confusione – afferma Mangani – chiedere lo status di teatro nazionale non significa ottenerlo. Se Pergola e Pontedera Teatro hanno deciso di percorre assieme la strada verso il teatro nazionale ne prendiamo atto e aspetteremo l’esito”.
Un passo indietro: pare sia idea del sindaco di Firenze Dario Nardella (così scrive la Repubblica Firenze di ieri, venerdì 12 dicembre), una volta archiviato e anche in modo piuttosto brusco il matrimonio tra Met e Pergola, puntare alla classificazione più alta per il teatro di prosa fiorentino giocando una partita in sinergia con il teatro di avanguardia di Pontedera. I numeri potrebbero raggiungerli? C’è chi ne dubita fortemente: perché i bilanci devono essere ricchi (vicino ai 6 milioni) perché le giornate di lavoro devono raggiungere quota 13mila.
L'assessore Mangani: "Chiedero lo status di teatro nazionale non significa ottenerlo" by Corsini59 on Mixcloud
Inoltre c’è anche un altro elemento che lascia perplesso l’assessore alla cultura del Comune ed è la richiesta di trasferimento al teatro di Brescia del direttore generale della Pergola Marco Giorgetti “che non si può leggere – afferma Mangani – se non come una conferma delle incertezze della fase che il teatro fiorentino ha di fronte”. Tre le questioni, per Magani che ha appoggiato in pieno le decisioni del cda del Met, presieduto da Massimo Bressan, di procedere in solitudine verso l’ottenimento dello status di teatro di interesse regionale.
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“Prima delle quali – afferma – è alla quale tengo molto, è che non si dimostra più o meno amore al teatro di Prato chiedendo lo status di tric o di teatro nazionale. E’ semplicemente buon senso, anche perché – prosegue – e questa è la seconda questione, non credo siamo ben chiari i numeri che la riforma del teatro italiano impone. Terza e ultima cosa: non può essere recepito come una retrocessione l’ottenimento della qualifica di teatro di interesse regionale che, tra l’altro, potrebbe non essere per sempre. Vediamo in questo triennio come andranno le cose, poi decideremo il da farsi”.
Magani si dice disponibilissimo a incontrare “quei dipendenti del Metastasio che lo - dice – così come ho incontrato due volte le organizzazioni sindacali del Met. Solo non credo spetti a me convocare un confronto”. Ultima rassicurazione: “Il Metastasio – conclude Mangani – nelle tabelle ministeriali è decisamente sotto stimato, con la qualifica di teatro di interesse regionale il Met potrebbe ricevere dallo Stato molti più contributi di quanti ne riceve ora”.
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