Il Tirreno

Prato

il caso

Il ministero conferma lo slittamento delle tasse

di Paolo Nencioni e Francesco Albonetti
Il premier Renzi insieme al ministro Padoan
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Il premier Renzi insieme al ministro Padoan

Dopo giorni di incertezza, da Roma chiariscono che il provvedimento riguarda anche Tasi e Imu per Prato, Montemurlo, Vernio e Carmignano. "L'alluvione non c'è stata? Non siamo noi che facciamo le liste dei comuni danneggiati, le fanno gli enti locali tramite la Protezione civile"

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PRATO. Il ministero dell’Economia e delle Finanze conferma che la scadenza per il pagamento delle tasse, anche quelle locali, nei comuni di Prato, Montemurlo, Vernio e Carmignano slitta fino al 20 dicembre. E cioè che non sarà obbligatorio pagare le rate di Imu e Tasi. Per la precisione il provvedimento riguarda tutti gli adempimenti fiscali la cui scadenza era compresa tra il 19 settembre e il 20 dicembre. La conferma è arrivata oggi, 10 dicembre, dall’ufficio stampa del Ministero dopo cinque giorni di incertezza e nonostante i dubbi espressi dagli amministratori locali per un provvedimento che si basa su un’alluvione, quella presunta del 19 e 20 settembre scorsi, che non c’è stata (qui il testo del comunicato pubblicato sul sito del Mef). Dall’ufficio stampa del Ministero fanno sapere che il ministro Pier Carlo Padoan ha firmato il decreto il 5 dicembre e che presto il testo verrà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Il provvedimento, spiegano, ricalca quelli adottati in altre situazioni simili e riguarda sia tasse locali che nazionali. Allo stesso tempo è allo studio un altro provvedimento che, a breve, stabilirà le modalità per il recupero delle tasse non pagate a dicembre, probabilmente con una scadenza ravvicinata e dunque entro il mese di gennaio. Questo, secondo il Ministero, per non creare problemi ai bilanci dei Comuni interessati.

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Resta da capire per quale motivo nella lista dei comuni siano stati inseriti anche Prato, Montemurlo e Vernio. Carmignano (peraltro insieme a Poggio a Caiano, che non è nell’elenco) è l’unico comune che può dire di aver subìto danni per il passaggio di una tempesta di vento e grandine, il 19 settembre, che ha provocato l’abbattimento di decine di alberi. Su Prato, Montemurlo e Vernio le cronache non segnalano eventi di particolare rilievo. “Le liste di Comuni che hanno subìto danni non le fa il Ministero dell’Economia – spiegano da Roma – Le fa la Protezione civile sulla base delle segnalazioni che arrivano dagli enti locali”. Vale a dire Comuni o Regione. E dunque gli enti locali, chiosano al Ministero, ora non si possono lamentare se le tasse slittano. La questione rimane aperta, anche perché dal Comune di Prato fanno sapere di non aver fatto alcuna richiesta in questo senso. E aggiungono che non risulta che la Protezione civile regionale abbia segnalato il comune di Prato tra quelli danneggiati a causa del maltempo.

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Grande incertezza anche alla Sori, la Società Risorse spa che gestisce i tributi locali per conto dei Comuni di Prato, Montemurlo e Carmignano, tre dei comuni fra quelli inclusi nella lista dei beneficiari dello slittamento dei pagamenti delle tasse. Lo sportello al pubblico e il numero verde della società con sede in via Panziera, in questi giorni sono stati subissati dalle richieste di contribuenti che volevano sapere il daffarsi e conoscere la situazione.

"Ci siamo trovati in difficoltà perché anche noi non abbiamo risposte certe - dice la responsabile Carlotta Capitanio - Ci si basa su un comunicato molto generico ma anche non è stato possibile vedere il decreto che stabilisce questo slittamento dei pagamenti, in quanto non è stato pubblicato. C'è la scadenza della Tasi che incombe per il 16 dicembre, ma c'è anche il caso paradossale dell'acconto Irpef che è già scaduto il 30 novembre. Generalmente una proroga per calamità naturale dovrebbe essere di qualche mese, non ha senso farla per quattro giorni, che poi diventano sei perché il 20 dicembre viene di sabato e poi c'è la domenica in mezzo. Siamo curiosi anche noi di sapere come stanno le cose".

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Nel tardo pomeriggio il Comune di Prato ha diffuso una nota dalla quale traspare un senso di impotenza. "Il sindaco di Prato Matteo Biffoni - si legge nella nota - ha chiesto un chiarimento urgente sul decreto che sospenderebbe il pagamento dei tributi per i Comuni alluvionati. Secondo quanto comunicato in una nota del ministero dell'Economia e delle Finanze nella lista dei Comuni interessati ci sarebbe anche Prato, che però non ha subito danni da alluvioni tra settembre e dicembre e, quindi, non ha mai avanzato alcuna richiesta né attraverso i propri uffici né attraverso la Protezione civile regionale. Un problema analogo per molti altri Comuni toscani che a oggi si ritrovano in una situazione ancora tutta da chiarire".

"Dopo la pubblicazione del comunicato stampa del Mef abbiamo subito chiesto come mai Prato fosse considerato un Comune alluvionato e se la sospensione riguardasse solo i tributi nazionali o anche quelli locali come Imu e Tasi, ma ad oggi non abbiamo ricevuto risposte sicure - spiega il sindaco - Il decreto non è stato ancora pubblicato e quindi, a così pochi giorni dalla scadenza, si ha un doppio rischio: se i cittadini pagano e viene confermata la sospensione potrebbero non poter usufruire dei tempi più lunghi previsti dal decreto, ma dall'altra parte se la sospensione non ci sarà il termine ultimo del 16 dicembre resta in vigore e in caso di inadempimento l'Agenzia delle Entrate farà pagare una mora".

"Il Comune di Prato - prosegue la nota - metterà in campo qualunque mezzo per aiutare i cittadini ad essere informati: "Non appena anche noi avremo informazioni certe attiveremo uno sportello dell'Urp dedicato e un numero verde, oltre a dare notizie dettagliate sul sito del Comune e sui nostri social network ufficiali - aggiunge l'assessore al Bilancio Monia Faltoni - Intanto chiediamo ai cittadini di restare sempre informati attraverso il sito del Comune di Prato. Ricordo che, in ogni caso, fino a quando non verrà pubblicato il decreto ministeriale il termine resta quello del 16 dicembre".
 

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