Il Tirreno

Prato

inchiesta sulla droga

Allarme eroina, ora a riscoprirla sono i giovani

Francesco Albonetti
Antonella Manfredi, responsabile del Sert dell'Asl 4 di Prato
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Antonella Manfredi, responsabile del Sert dell'Asl 4 di Prato

Prato, nel 2013 sono leggermente calati gli accessi al Sert dopo il picco del 2011. Cambia il mercato: la cocaina non è più la droga dei vip grazie ai prezzi più bassi

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PRATO. Il ritorno dell’eroina e l’aumento dei giovani che ne fanno uso, è il fenomeno più preoccupante sul fronte della tossicodipendenza a Prato. Per lo meno quella tradizionale, legata alle cosiddette “sostanze illegali”. Tutto ciò avviene in un trend tutto sommato favorevole che vede un assestamento, anzi una leggera dimuzione nell’ultimo anno, rispetto al picco massimo che registrato intorno al 2008 dopo un lungo periodo di costante ascesa. Stiamo parlando dei dati sugli accessi al Sert dell’Asl 4 che, come dice la responsabile del servizio Antonella Manfredi, «rappresenta soltanto la punta dell’iceberg del fenomeno». Difficile stabilire una correlazione statistica precisa fra accessi al Sert e percentuale reale di tossicodipendenti, si possono fare solo proiezioni di massima. Vediamo in sintesi il quadro della situazione fotografata nell’ultimo anno disponibile, il 2013.

L’eroina torna in testa. L'eroina è la sostanza per la quale ci si rivolge con maggior frequenza al Sert (59% nel 2013), seguita dalla cocaina (24%). Per la nuova domanda di trattamento - esclusi quindi i “clienti abitali” di vecchia data - le richieste per eroina, cocaina e cannabis appaiono equamente distribuite, rispettivamente 29, 29 e 28%. Dopo i cambiamenti legati alla crescita consistente del consumo di cocaina, negli ultimi 5 anni si osserva una sostanziale stabilità strutturale della domanda di trattamento rispetto alle diverse sostanze. "Ci preoccupa però il ritorno dell’eroina fra i giovani - dice la dottoressa Manfredi - che fino a qualche anno fa vedevano in colui che ne faceva uso una persona irrecuperabile e marginale. L’altra novità è che, rispetto al passato, dimunisce l’uso iniettivo di droghe: ora l’eroina viene anche fumata". Insomma, l’immagine legata alla siringa e al buco sul braccio viene sostituita gradualmente con un assuntore di droghe che le assume per altre vie. "Preoccupante e sfuggente, sempre fra i giovani, è il ricorso al mercato su internet, spesso legato a droghe sintetiche nuove e non collocabili fra le sostanze tradizionali".

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La cocaina non è più la droga dei vip. L’immagine della cocaina come droga che serve a caricarsi in ambiti lavorativi o di sballo da discoteca o feste serali, tipica degli anni 80 e 90, è decisamente da mettere in archivio. Questa droga ha subito un calo generale di prezzo e oggi viene assunta trasversalmente in tutti gli strati sociali. La cocaina è la seconda droga per la quale vengono richieste cure al Sert (24% nel 2013). "Un’indagine che abbiamo svolto nelle scuole evidenzia un uso ricreazionale della cocaina, come della cannabis, da parte soprattutto dei ragazzi dell’ultimo anno delle superiori. Non c’è ancora coscienza del fatto che la cocaina all’inizio dà la carica, ma a lungo andare sortisce l’effetto opposto fino a generare vera e propria depressione".

La cannabis resta la preferita tra i giovani. Nonostante l’aumento dell’eroina, la droga più utilizzata dagli under 21 resta quella dei tradizionali spinelli di hashish o marijuana. Le indagini scolastiche indicano che il consumo è prevalentemente occasionale ma non è assente l'uso pesante, cioè continuativo, di questa droga, soprattutto in alcuni gruppi di giovani. "Ancora non passa l’idea che la droga è una malattia e che anche la cannabis, rispetto a quanto si pensava fino a pochi anni fa, può dare dipendenza".

Passa dall’Asl solo il 10% delle overdosi. Benché il numero dei casi rilevati dal pronto soccorso sia molto elevato (1-2 al giorno quest’anno), la responsabile del Sert fa notare che la maggioranza dei tossici in overdose non si registra una volta superata la crisi grazie alla somministrazione del Narcan.

Prato in Toscana è agli ultimi posti. Un aspetto positivo che emerge dall’analisi sulle dipendenze a Prato comparata negli anni e rispetto alla Toscana, c’è quello che la provincia risulta agli ultimi posti in tutte le graduatorie e nettamente al di sotto della media toscana. L’impressione generale è che a Prato circoli molta droga e, soprattutto, ci sia molto spaccio. I due aspetti non sono contradditori, in quanto è verosimile che alcune zone di Prato siano crocevia di scambi e spaccio, ma non necessariamente per i soli consumatori pratesi. Un esempio evidente è quella della zona del Serraglio, dove intorno alla stazione (addirittura sui binari) e fino alla Passerella, vi sia una migrazione di tossicodipendenti da altre province, in testa Pistoia e Firenze, che comprano e, in molti casi, consumano direttamente sul posto. Anche sul fronte dell’alcol la nostra provincia figura tra le ultime della regione per il consumo, considerando anche che la Toscana ha un consumo medio fra i più alti in Italia.

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In calo gli eccessi legati all'alcol. Al Sert funziona anche un servizio di trattamento per gli alcolisti. Nel territorio dell'Asl 4 la percentuale di persone che ha riferito di aver bevuto nell'ultimo mese almeno una unità di bevanda alcolica è risultata del 52,8% , a fronte di un dato regionale del 57,6%. Il 40% consuma alcol prevalentemente nel fine settimana (in Toscana il 55,7%) e il consumo “binge” (incontrollato) si attesta al 4,5% ( in Toscana l'8,7%). Dall'indagine sugli stili di vita dei cittadini della provincia di Prato (anno 2007), condotta su un campione composto da individui maggiorenni, risulta che i consumatori di alcol sono il 63,5% del campione intervistato; il 77,4% sono uomini contro il 49,7% delle donne; la maggiore percentuale di persone che fa uso di alcol si pone all'interno della classe di età 18-34 anni (67,4% ). L'uso eccessivo di alcol ( 5 o più alcolici in una sola occasione) riguarda più i maschi che le femmine.

Nella nostra provincia ammonta a quasi il 7% la percentuale di persone fra i 18 ed i 34 anni che ricorre al “binge drinking” da una volta al mese a più di una volta la settimana. Le buone notizie arrivano dai giovani. Rispetto al 2008 si assiste ad una sensibile riduzione dei comportamenti a rischio di "addiction". C’è una consistente diminuzione, fra i maschi, della percentuale di coloro che si sono messi alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza (- 21,8%) ed una diminuzione significativa della percentuale degli episodi di binge-drinking nell'ultimo anno fra i maschi (- 8,8%). Tutti gli indicatori della provincia di Prato evidenziano valori nettamente inferiori alla media regionale.

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di Redazione web