Sicurezza
"Recuperiamo gli oggetti e proviamo anche con le persone"
L'esperienza di Spazio Open in via Pier Cironi, un avamposto contro lo spaccio e il degrado. "Qui i materiali riusati diventano mobili e pezzi d'arte"
PRATO. Paolo Massenzi, romano, da due anni vive a Prato, dove ha fondato l’associazione “Spazio Open Recuperiamoci”. Si è fermato qui dopo aver girato in camper l’Italia per conoscere meglio le esperienze di lavoro in carcere e cercare di capire perché queste non funzionano quasi mai. “ A Roma ero nel settore dell’informatica – racconta - ma quando il lavoro ha iniziato a calare ho deciso di dedicare parte del mio tempo a quest’attività; all’inizio era un 5% del mio tempo, dopo la morte di Stefano Cucchi, ho iniziato a occuparmene a tempo pieno”.
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Arriva in città con la giunta Cenni che gli mette a disposizione i locali di via Pier Cironi ("una casa che risale al Seicento") per svolgere un’attività finalizzata all’aggregazione sociale e al recupero delle persone, oltre che a quello, più evidente, di materiali e oggetti in chiave artistica. “Ci siamo concentrati da subito su i tre problemi principali che insistono su questa zona: integrazione, dipendenza e decoro – spiega - da qui l’dea del laboratorio dove si svolgono attività legate al riuso“. Ci sono oggetti provenienti dalle carceri italiane (come la porta di una cella di San Vittore), lampade realizzate con i cestelli della lavatrice, pancali trasformati in tavolini con le ruote e quadri d’autore ("sono di Giovanni Sanesi, un giovane artista pratese"), diventati oggetto di mostre.
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“Tutto quello che vedete qui è realizzato a mano senza l’utilizzo di strumenti particolari o pericolosi per le persone – afferma – c’è un progetto di una falegnameria all’interno di un carcere romano che non ha mai funzionato proprio a causa di mancanza di fondi per l’acquisto di strumenti di lavoro – spiega - Noi, con la nostra attività, vogliamo dimostrare che è possibile farlo anche con poco”. Intanto è in corso la campagna di tesseramento dell’associazione. “L’anno scorso l’associazione contava circa duecento soci, per lo più residenti".
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