Il dolore
I consorzi rilanciano le strade del centro storico
Via Santa Trinita ha un'idea per i giardini di Sant'Orsola, ma teme il cantiere per lo smantellamento del vecchio ospedale.
PRATO. Potrebbe essere l’inizio di una nuova fase caratterizzata da segnali di risveglio del commercio, seppur timidi. Merito soprattutto delle associazioni di esercenti e residenti nate spontaneamente in diverse zone della città, in particolar modo nel centro storico. A fare da apripista sono stati, a suo tempo, quelli di via Pugliesi, che anche se non si sono mai consorziati, hanno tracciato un percorso seguito poi dal quartiere Santa Trinita e quello del Serraglio. Le attività e gli eventi organizzati negli ultimi tempi hanno rivitalizzato alcune zone, dove la moria di negozi causata dalla crisi rischiava di farla franca. Le esperienze dei singoli consorzi stanno dando i primi frutti, adesso però questi chiedono all’amministrazione comunale di fare la sua parte e sostenere i progetti in corso.
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No al cantiere del vecchio ospedale. La demolizione del Misericordia e Dolce inizierà a settembre, ma il Consorzio Santa Trinita non è d’accordo e chiede all’Asl, tramite l’amministrazione comunale, che venga trovata una nuova collocazione al cantiere dei lavori, che non sia quella stabilita, a ridosso dei giardini di Sant’Orsola. “Questa scelta rischia di compromettere tutto il lavoro fatto finora per recuperare questo quartiere – afferma il presidente dell’associazione, Francesco Querci – siamo perfettamente d’accordo che la riqualificazione dell’area dell’ex ospedale sia un perno fondamentale per il rilancio del centro storico, ma chiediamo semplicemente di spostare il cantiere dall’altra parte del centro storico, verso piazzale Ebensee, in modo tale da non vanificare gli sforzi fatti da un quartiere che sta cercando di risorgere con tutte le sue forze e sta iniziando adesso a registrare segnali positivi: i due terzi dei fondi sfitti sono stati occupati e i dati sono in crescita”.
In attesa di una risposta da parte dell’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis, il consorzio ha messo in stand by un progetto già pronto, che è vincolato alle sorti del cantiere. “Si tratta della riqualificazione dei giardini di Sant’Orsola, per cui ci sarebbe già una convenzione firmata, in base alla quale il Consorzio si sarebbe preso l’impegno di pagare una guardia per l’apertura e la chiusura dei giardini fino a quando il Comune non emetterà il bando per la gestione e di occuparsi dell’animazione, grazie a un accordo stipulato con le associazioni culturali della zona – spiega Querci - in prospettiva, l’idea è di realizzarvi anche un anfiteatro con luci a led sopra le mura per spettacoli e cinema all’aperto, e un orto botanico con fini didattici. Per ora è tutto fermo perché non avrebbe senso investirvi risorse ed energie se il cantiere dovesse essere aperto proprio al confine con i giardini”. A questo si lega la questione dei parcheggi: “I nostri progetti sono orientati alla pedonalizzazione della strada, ma affinché questo sia possibile, bisognerà offrire un servizio ai residenti e ai clienti dei negozi, che al momento manca: i parcheggi. Chiediamo di mettere a disposizione quello già esistente nell’area del vecchio ospedale dove ci sono 170 posti”.
Serraglio: una porta d’accesso al centro. "La gente non sa che il parcheggio del Serraglio è gratuito per tutto il mese di dicembre,su questo servizio è stata fatta poca informazione". Costanza Tatti, segretaria del consorzio "Le vie del Serraglio" chiede all'amministrazione di pubblicizzare di più il parcheggio. "Se venisse sfruttato meglio, si agevolerebbe il passaggio in questa strada,che potrebbe diventare un'altra porta d'accesso al centro storico – spiega - invece, molti continuano a parcheggiare in Mercatale”. Da parte sua il Consorzio, che riunisce commercianti e residenti del quartiere sta facendo la sua parte per rivitalizzare quest’angolo di centro storico. Con il progetto “Adottiamo un fondo sfitto” che coinvolge i proprietari stessi e ha come obiettivo quello di stimolare l’interesse da parte di chi vuole aprire un’attività, l’associazione del Serraglio intende risolvere anche altre problematiche correlate alla moria dei negozi. “Speriamo che la riqualificazione dei fondi possa stimolare l’interesse di potenziali affittuari e invogliare le persone a venire a passeggiare in questa strada - afferma Tatti - se riprendesse slancio il commercio, automaticamente la zona tornerebbe ad essere vivace. Ci auguriamo che il progetto si evolva e non si fermi al periodo natalizio”. All’amministrazione chiedono un occhio di riguardo su due fronti: illuminazione e sosta delle macchine. “Su quest’ultimo punto vorrei aprire una riflessione che riguarda i varchi elettronici - dice – non siamo contrari né favorevoli, ma chiediamo di iniziare con un periodo di prova: se non vengono gestiti bene, non serviranno a niente”.
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La ristorazione traina le nuove aperture. L'associazione Ali (Associazione Libere Imprese Prato) rappresenta circa 80 imprenditori che operano nel centro di Prato. "La nostra funzione - ci spiega il presidente Daniele Spada - è fondamentale in un centro storico come quello di Prato: senza negozi e ristoranti diventerebbe davvero una landa deserta. Per questo chiediamo una maggiore attenzione da parte dell'amministrazione, visto l'importante ruolo sociale svolto dai negozi del centro. Nell'ultimo anno la situazione sembra essere leggermente migliorata, con l'apertura di molti nuovi pubblici esercizi, soprattutto nella ristorazione, che si spera possano trainare anche la vendita al dettaglio. Il trend sembra essere abbastanza positivo, si può essere moderatamente ottimisti. Diciamo che è una buona partenza, come se si fosse accesa una fiammella: cerchiamo di soffiarci sopra tutti insieme per mantenerla viva".
San Domenico si sente ai margini. Ci sono piccoli segnali positivi, l'apertura coraggiosa di Garage Bistrot. Ma commercianti e residenti di piazza San Domenico si sentono emarginati e sono delusi. Chiedono prima di tutto una migliore illuminazione che valorizzi la chiesa e scoraggi la microcriminalità, come spiega Francesco Luisi, l'edicolante. Ma non c'è solo questo. "Di recente - spiega Luisi - abbiamo incontrato il sindaco. Ci aveva promesso anche mercatini settimanali, arredi e fioriere, iniziative natalizie e l'arrivo dei bus. Per ora non si è' visto nulla. Aspettiamo".
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Soccorso, il commercio piange. Intanto, fuori dalle mura, dove l’attenzione è minore, la situazione del commercio è drammatica. Un caso emblematico è quello del Soccorso, dove sta spegnersi un’altra luce. A fine anno, la ditta Piero Soldi di via Siena chiuderà i battenti. "Non ci sono più i margini per andare avanti -commenta la titolare, Elisa Zanardi - ormai si lavora solo per lo Stato, in un quartiere di brava gente,ma, purtroppo, degradato". Figli a loro volta di commercianti, Elisa e suo marito Piero si sono trasferiti al Soccorso 13 anni fa da via Filicaia "pensando che questa fosse una buona zona, invece è diventata un quartiere dormitorio". "Negli anni - aggiunge- abbiamo visto diminuire la clientela,che ha sempre meno soldi perché nelle famiglie ci sono molti problemi. Aprire un negozio oggi è una follia". Quando anche la storica azienda di prodotti estetici (nata nel '54) tirerà giù il bandone, ci sarà un negozio in meno e un fondo sfitto in più nel quartiere. "Comprarlo a suo tempo è stato un errore, proveremo ad affittarlo- dicono- ma sarà dura: nella zona se ne contano già una ventina"
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