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Ecco "Rispo", il coordinamento di tutte le scuole pratesi

Ecco "Rispo", il coordinamento di tutte le scuole pratesi

Firmato un accordo tra gli istituti della provincia, dall'infanzia alle superiori, per lavorare insieme su problemi,  formazione e potenzialità

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PRATO. Un coordinamento di tutte le scuole pratesi, da quelle per l’infanzia fino alle medie superiori. L’obiettivo è portare avanti insieme progetti e risolvere problemi trasformando tanti “topolini” in un elefante.
Ieri c’è stata la firma dell’accordo tra tutte le 28 scuole anche se di fatto nella provincia di Prato, grazie all’iniziativa dei singoli presidi, c’era già una sostanziale collaborazione.
Presidente della rete, chiamata Rispo, è stato nominato il preside del Buzzi Erminio Serniotti che sarà affiancato dalle colleghe Cristina Papini dell’Istituto comprensivo Prato Nord e Laura Magelli di Mascagni-Pacetti.
«Abbiamo cominciato a fare un lavoro di squadra già dal 2005 - ha detto Serniotti - ma a questo punto abbiamo voluto ufficializzare un rapporto tra le scuole in modo che si possa lavorare insieme sulle potenzialità e i problemi. E’ un salto di qualità che anche la Regione ci ha riconosciuto tanto da chiederci di illustrare in altre province questo nostro modo di lavorare».
«E’ un momento cruciale per la scuola italiana - ha aggiunto Papini - e ci troviamo davanti a un riordino con la scomparsa dei provveditorati . Dall’altra parte con il cambiamento delle Province, almeno per le scuole superiori, verrà a mancare uno dei punti di riferimento. Insieme quindi sarà più facile portare avanti le esigenze delle scuole pratesi».
Il coordinamento delle scuole ha già presentato un progetto di formazione per tutti i docenti. «Lavoreremo - hanno spiegato i presidi - un po’ su tutto : dall’analisi dei bisogni delle scuole, all’aggiornamento passando per la progettazione dei vari interventi fino all’utilizzazione dei docenti. E’ un accordo di rete che mira a migliorare la scuola pratese e renderla migliore per gli utenti.
«Le difficoltà sono tante - ha concluso Magelli - e così siamo certi riusciremo meglio a dare delle priorità e ad essere più ascoltati senza farci una concorrenza tra noi. Senza coordinamento il rischio sarebbe quello di vedere ognuno correre da solo mettendoci in difficoltà l’un all’altro all’interno del territorio. E’ per noi un momento di grande evoluzione nell’organizzazione».
 

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