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Minacce e microcriminalità: ma il circolo di San Giusto cambia aria - Video

di Azelio Biagioni
Davanti al circolo Risaliti di San Giusto: il presidente Andrea Ghetti, il vice presidente Learco Tempesti e Fiore Serafini
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Davanti al circolo Risaliti di San Giusto: il presidente Andrea Ghetti, il vice presidente Learco Tempesti e Fiore Serafini

La sfida di Andrea Ghetti, il più giovane presidente di un circolo Arci pratese: "Non temiamo le intimidazioni"

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PRATO. Tira un’aria diversa al circolo Arci “Risaliti” di San Giusto. Da un anno e mezzo il nuovo presidente è un giovane. Si chiama Andrea Ghetti è uno studente universitario e ha 24 anni. Una cosa controcorrente visto che a guidare i circoli sono solitamente persone con qualche anno in più. Andrea ha accettato il ruolo sapendo bene che sarebbe andato incontro a tante difficoltà ma anche a soddisfazioni. Il clima che si respira in piazza Gelli non è dei più sereni. Che non sia stato gradito il cambio di gestione del circolo Arci? “Penso di sì – commenta Andrea Ghetti – le minacce non sono mancate, purtroppo. A me ed ai soci del circolo. Da quando ci siamo insediati abbiamo rivoltato tutto come un calzino, cambiando anche ogni singolo fornitore. Qualcosa non è piaciuto ed ecco quindi che si è passati ad atti intimidatori”. Poi, ci sono i soliti ineducati che ancor oggi si ubriacano, all’interno del circolo, e diventano molesti. Se si torna indietro di qualche anno si ricorda piazza Gelli e i giardini dietro al circolo come covo degli spacciatori. Con la nuova gestione il presidente è corso ai ripari, chiudendo lo spazio dietro al circolo per togliere un riparo agli spacciatori. “Noi andiamo avanti nonostante le cose poco piacevoli che sono successe – dice Ghetti – San Giusto è una zona dove si lavora a compartimenti stagni, non c’è collaborazione con le altre realtà e noi facciamo con le nostre forze. Quando si è insediato il nuovo consiglio – prosegue – abbiamo azzerato tutto e ripartiti da capo. Le cose non vanno male e al momento, infatti, non c’è nessun debito pendente e possiamo contare su 234 soci. Ci metto il cuore in questa avventura che, per il tempo che mi prende, è diventato una sorta di lavoro ma a titolo gratuito. E qui gestiamo tutto noi dal bar alla pizzeria, il da fare è ovviamente tanto ma abbiamo preferito così. Intanto, in vista del Natale abbiamo pensato anche a degli addobbi a tema. E’ poca cosa, ma prima d’ora non c’erano mai stati”. Anche questo è un segno di cambiamento.

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COSA NON VA. “Quello che è mancato negli ultimi dieci anni – commentano Ghetti e il vice presidente del circolo Learco Tempesti – è qualcuno che amasse questo paese. Inoltre – aggiungono – sempre negli ultimi dieci anni non c’era nemmeno un rappresentante del paese in consiglio comunale che potesse esporre le problematiche della zona. Tutto questo ci ha penalizzato”. Le cose che non vanno ci sono. Marciapiedi inesistenti, alberi lungo la strada mai potati, illuminazione ai giardini assente e viabilità da rivedere.

VIABILITA’. Uno dei problemi più grossi è in via Cava. “Poco dopo la rotonda – spiega Ghetti – a metà della strada dopo la Pubblica Assistenza la carreggiata non è larga. E quella è la via che porta alla zona industriale. Ci passano mezzi pesanti e Tir che sfiorano letteralmente i muri delle abitazioni fino a far tremare i vetri delle case, qualcosa andrebbe rivisto”. Altra segnalazione arriva da un abitante del posto che invece si lamenta di quanto succede in via di San Giusto. “La strada ad un certo punto si restringe – spiega Umberto Celeghin – ed a causa delle auto parcheggiate in entrambi i lati della carreggiata diventa difficoltoso il passaggio delle macchine, ci sarebbe bisogno di istituire un senso unico. I marciapiedi non ci sono ed i pedoni sono costretti a camminare in mezzo alla via. Per chi ha dei bambini nel passeggino o persone sulla sedia a rotelle diventa un percorso ad ostacoli”. I pochi marciapiedi esistenti non sono stati pensati per i portatori di handicap, non si trova nessun tipo di scivolo che permette loro di poter accedervi. E questo succede qui come in altre zone. “L’assessore alla Mobilità Filippo Alessi ci ha detto che la viabilità è allo studio del Comune – dice Ghetti – e a gennaio verrà da noi a tenere un’assemblea per spiegare cosa potrà essere fatto per migliorarla”. E sulle piante ad alto fusto dal lato opposto a quello dove si trova il circolo e letteralmente a due passi dalla costruzione Epp? “Mai potate – commentano dall’Arci – e qualche mese fa un ramo di questi alberi è caduto addosso ad un ragazzo, finito all’ospedale”.

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GIARDINI SENZA LUCE. Un tempo i giardini di via Turchia erano un orto botanico. A dimostrazione sono rimaste le targhette vicine alle tante piante. Ma delle scritte che spiegavano la tipologia dell’albero non è rimasto niente. Ora quei giardini sono un parco dove poter passeggiare, ma solo di giorno. La notte è zona off limits. Non c’è illuminazione e nessuno ha il coraggio di mettervi piede quando fa scuro. “Cosa succede qui dentro di notte non lo so – commenta Fiore Serafini – io non ci vengo. L’ultimo punto utilizzabile è dove si trovano le panchine in prossimità del marciapiede lungo la strada. Ci sono piante che avrebbero bisogno di essere potate, ma nessuno interviene”. Di interventi da fare ce ne sono: come la siepe che delimita il campo da calcetto che non è stata potata. E il terreno da gioco? Più che tale sembra una piscina con dei vistosi specchi d’acqua in prossimità delle porte.

IL COLLEGAMENTO PEDONALE. Un ultimo regalo della giunta Cenni è stato il collegamento pedonale da San Giusto a Parco Prato. Un tratto di pochi metri, mai realizzato prima di pochi mesi fa nonostante il centro commerciale sia aperto da alcuni anni. Fino a pochi mesi fa, dunque, quanti dalla frazione si volevano recare al centro commerciale attraversavano i campi.

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