Attenzione
Il Met si accontenta del “tric”
Punta alla qualifica di teatro regionale. Bressan: Questione di soldi
PRATO. Il Metastasio, in gennaio, presenterà al ministro la domanda per diventare - nel grande valzer della riorganizzazione voluta dal ministero - teatro di rilevanza e interesse culturale, ovvero un “tric”.
La decisione è stata presa all’unanimità dal consiglio di amministrazione dell’ancora per poco stabile della toscana che si è riunito giovedì. Il Met, dunque, non correrà da solo per la qualifica di teatro nazionale, come richiesta dai dipendenti e dalla compagnia stabile, ma «punterà - spiega il presidente Massimo Bressan - avendo già ottimi parametri, a un finanziamento cospicuo come teatro di interesse regionale». La ragione per la quale - dopo il mancato matrimonio con la Pergola di Firenze che puntava a incorporare il teatro pratese per correre verso la qualifica più alta- il cda del Met ha abbassato l’asticella degli obiettivi è uno: «Si tratta - continua Bressan - di motivi esclusivamente economici. Per puntare ad avere la qualifica di teatro nazionale si devono avere tredicimila giornate lavorative. Il Met ne ha 11 mila, potremmo arrivare a farne 12mila, ma per raggiungere la quota richiesta sarebbe necessario un investimento di un milione di euro che il Comune non ha». Molto semplice: la politica dei piedi per terra. E siccome il decreto prevede che il finanziamento sarà calcolato sulla base di numeri e criteri, il Met punterà ad avere molto di più di quel nemmeno mezzo milioni di euro l’anno che lo Stato ha garantito fino a oggi. D’altro canto i teatri nazionali - così pare - non saranno più di 4 o 5 a livello nazionale. Quando si saprà qualcosa del futuro del Met? Non prima di luglio 2015, mese nel quale il ministero - sulla carta - dovrebbe dare le risposta alle domande inoltrate in gennaio. Fino alla prossima estate, dunque, il teatro pratese - come tutti i teatri italiani - produrrà e fare spettacoli, spenderà, finanzierà ma senza sapere quanto rientrerà in cassa.
Sul fronte del bilancio la situazione - analizzata dal cda nell’incontro dell’altro giorno - non è tragica: «Se avessimo 200mila euro in più sarebbe perfetto - afferma Bressan - ma riusciremo a cavarcela visto che la gestione è stata e sarà oculata». E se il contributo annuale di un milione 200mila euro che il Comune ogni anno consegna al Met, è garantito, lo stesso non si potrà dire con la Provincia che dall’anno prossimo interromperà i finanziamenti (quest’anno il contributo è sceso da 200mila a 130mila euro) con l’incognita della Regione, la cui giunta ha sì confermato il finanziamento consueto di 600mila euro per il 2015, ma quando il riordino dei teatri andrà a regime, saranno tre i “tric” toscani ( Met, Pergola e teatro di Pontedera) che batteranno cassa. Con un handicap ulteriore in casa pratese: alla Regione non è piaciuta la decisione del Metastasio di “ballare da solo”, lasciando la Pergola al suo destino e perdendo così la possibilità di ambire alla qualifica superiore.
Cristina Orsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
