Il Tirreno

Prato

Petizione per sanare 225 chilometri di tubi all’amianto

di Samuele Bartolini
Petizione per sanare 225 chilometri di tubi all’amianto

A lanciare la campagna i movimento in difesa dell’acqua bene comune. A Prato sono 7 i chilometri da sostituire

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PRATO. Parte la petizione popolare sul sito change.org e su carta per eliminare i 225 chilometri di tubi dell'acqua in amianto di Publiacqua presenti nel bacino di Prato, Pistoia, Firenze e Medio Valdarno. Rappresenta il 30% dell'intera rete di distribuzione idrica. A lanciare la campagna è la rete di organizzazioni e movimenti ambientalisti e in difesa dell'acqua bene comune. La petizione contro l'amianto punta a sensibilizzare non solo Publiacqua, ma pure l'Autorità idrica toscana, la Regione e tutti i comuni toccati dal problema.

Agliana record negativo. Sui 46 comuni serviti da Publiacqua, Agliana detiene il triste primato di comune con la più alta percentuale – in proporzione - di condutture cancerogene della rete. Raggiunge quota 23 chilometri di tubi in amianto, che rappresenta il 34% della della rete complessiva. Nella sostanza più di un terzo del servizio idrico di Agliana è a rischio. Al secondo posto della classifica c'è Scandicci, tappezzata di tubi di amianto dell'acqua nel 27% della rete. Seguono Loro Ciuffenna (19%) e Montevarchi (18%). Al quinto posto c'è Montale (15%). Pistoia ha il più alto numero in assoluto di condutture in amianto: 33 chilometri. Ma una piccola percentuale di tubi in eternit è presente anche nelle tubature di Prato. Riguarda 7 chilometri e mezzo di tubi, equivalente al 3% del servizio idrico comunale.

Le tariffe. La tariffa applicata da Publiacqua – denuncia la rete ambientalista – è la più cara d'Italia, 5 volte superiore a quella di Milano, ma non riesce a trovare i sodi per togliere le condutture in amianto. Eppure dal 2002 al 2009 c'è stato un aumento del 93%. Gli investimenti sono stati ridotti del 16%. L'azienda ha visto accrescere il margine operativo lordo del 520%. «Dunque le risorse per intervenire sui tubi dell'acqua senza pesare sulla fiscalità generale ci sono» dice Rita Biancalani del Forum di Prato.

Dove punta Publiacqua. Ma l'azienda ha un piano da 100 milioni che sembra puntare ad altro. Denuncia Ginevra Lombardi del Forum dell'acqua: «40 milioni sono per il rinnovo dei software e del materiale informatico, 4 per rinnovare il parco macchine. E non mancano i soldi per la nuova mobilia e la tinteggiatura delle sedi». Publiacqua, però, sembra fare confusione su quanti soldi servono a togliere i tubi di amianto. Attacca Lombardi: «Prima i dirigenti avevano detto che ci volevano 20 miliardi di euro. Poi hanno ritrattato e sono scesi a 200 milioni. Forse potrebbero seguire l'esempio dell'azienda partecipata multiutility di Carpi. Ha un progetto da 60 milioni per togliere 200 chilometri di tubi in amianto». Cosa dice l’Europa. Nel marzo del 2013 il Parlamento europeo ha approvato una mozione che riconosce la dannosità dell'amianto ingerito, non solo aspirato. La dottoressa Fiorella Belpoggi, direttrice del Centro tumori di Bologna, mette in guardia dall'esposizione alle fibre di amianto sia per l'apparato respiratorio che digerente. E Bruxelles raccomanda di bonificare i territori prima possibile.

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