Il Tirreno

Prato

la storia

Alessandro, il magazziniere licenziato e indennizzato

di Maria Lardara
Alessandro Mati ex dipendente della Gastronomia Toscana
◗
Alessandro Mati ex dipendente della Gastronomia Toscana

Prato, per sei anni ha lavorato alla Gastronomia Toscana con un contratto a tempo indeterminato poi l'azienda ha deciso che della sua mansione non c'era bisogno. Mati si è rivolto all'ufficio legale della Cisl ed ha ottenuto un indennizzo di 21mila euro

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Licenziato e indennizzato: 21mila euro per chiudere i ponti con un’azienda - si parla di “Gastronomia Toscana” - che per sei anni lo ha fatto lavorare come magazziniere, con contratto a tempo indeterminato e un inquadramento di operaio al quarto livello. Tecnicamente si chiama accordo di transazione e Alessandro Mati, 41 anni, l’ha firmato il 18 novembre scorso alla presenza dei sindacati e della controparte datoriale. Eppure, l'uomo ha il dente avvelenato perché, come racconta, da un giorno all’altro avrebbe ricevuto il benservito. Intanto è alle prese con la trafila all’Inps per chiedere l’Aspi, l’indennità di disoccupazione per otto mesi, ben sapendo quanto sarà difficile rientrare nel "giro" del lavoro.

«A metà ottobre sono stato chiamato dal consulente dell’azienda. Ufficialmente, venivo licenziato per riduzione di personale ma i motivi erano altri: mi hanno parlato di “incompatibilità”, di equilibrio che si è rotto. Inizialmente volevano liquidarmi con una buona uscita di 12mila euro ma poi, su richiesta dell’ufficio legale della Cisl cui mi ero rivolto, l’indennizzo è aumentato e salito a 21mila. L’azienda non ha battuto ciglio e mi ha risarcito».

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.10434499:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2014/12/05/news/gastronomia-toscana-taglia-il-personale-e-investe-negli-usa-1.10434499]]

L’alternativa? Mati avrebbe potuto portare “Gastronomia Toscana” in tribunale per ottenere il reintegro, impugnando il licenziamento in nome dell’articolo 18 (quello che il Jobs Act appena approvato dal Senato "snatura"). «Sono stato combattuto fino all’ultimo, ma non mi andava giù la prospettiva di tornare in un ambiente di lavoro dove non risultavo ben accetto. Tengo a sottolineare che in sei anni non ho mai ricevuto un richiamo disciplinare e che se c’era da lavorare dieci ore ero il primo a rimboccarmi le maniche».

Perché allora raccontare questa storia? «Il mio non vuole essere un attacco all’azienda: ma oggi a Prato si lavora così, sempre sotto ricatto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web