Sicurezza
Tribunale sott'organico, scatta la protesta dei dipendenti
Sit in dei dipendenti davanti al Palazzo di giustizia di Prato. Numeri sottodimensionati rispetto alle necessità, lavoro difficile e straordinari non pagati. La solidarietà del presidente Pisano e dell'ordine degli avvocati
PRATO. Con dati sulla criminalità e sugli sfratti esecutivi da primato, il tribunale di Prato soffre una carenza di organico nell'ordine del 40%. Manca personale rispetto alle necessità, ma i posti sono vacanti anche rispetto alla pianta organica sottodimensionata, perché ferma ormai dal 2005. Per questo i lavoratori del Palazzo di Giustizia sono scesi in strada, con un sit in di due ore all'ingresso del tribunale. Per la prima volta, la protesta è condivisa da tutte le sigle sindacali rappresentate: funzione pubblica Cgil, Cisl Fp, Usd e Unsa. I lavoratori si sono incontrati col prefetto e hanno ricevuto la piena solidarietà del presidente del trubunale Nicola Pisano e del delegato dell'ordine degli avvocati Bartolini.
ORGANICO ALL'OSSO. La dotazione organica è di 64 dipendenti, i posti attualmente coperti sono 49 e quelli vacanti 15. C'è un solo dirigente amministrativo e dovrebbero essere 5, 11 funzionari giudiziari su 17, 7 cancellieri su 10, 17 assistenti su 18, 5 ausiliari su 6. La copertura dei posti di fatto, cioé quella delle personbe effettivamente presenti al lavoro, è però ancora inferiore, soprattutto fra cancellieri e assistenti. Un dirigente è a tempo parziale, così come 2 funzionari giudiziari, 3 assistenti giudiziari e un ausiliario. "I problemi di carenza d'organico hanno una doppia origine - dice Sergio Arpaia del sindacato Unsa - Da un lato il tribunale soffre delle carenze che in questo momento hanno tutti gli uffici pubblici. Dall'altro c'è proprio un caso Prato, legato al sottodimensionamento dei parametri rispetto alle necessità. I problemi sono destinati ad aumentare entro pochi giorni con i pensionamenti e alcuni traferimenti".
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:foto-e-video:1.10432831:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/foto-e-video/2014/12/04/fotogalleria/sit-in-dei-dipendenti-del-tribunale-di-prato-1.10432831]]
TURNI MASSACRANTI E STRAORDINARI NON PAGATI. Ne consegue che il personale in servizio del tribunale lavora troppo e male. "Si va avanti con straordinari continui che non vengono pagati, solo grazie al senso di reponsabilità dei lavoratori. Su 36 ore settimanale, si superano costantemente le 9 ore , soprattutto da parte di chi è impegnato ad assistere nelle udienze. La risposta al cittadino è, gioco-forza, rallentata e non si riesce a far fronte all'enorme mole di lavoro". "La procura di recente è stata potenziata - dice Giovanni Iorno della Cgil - per far fronte alle attività straordinarie di controllo. Questo non è avvenuto in tribunale, nonostante il lavoro della procura cada a pioggia sul tribunale. Il paragone con Firenze è pietoso: a fronte di una popolazione di circa 100mila abitanti in più, l'organico del tribunale del capoluogo è 4-5 volte superiore a quello del tribunale di Prato".
IL PARAGONE CON LUCCA, PISTOIA E FIRENZE. Altri paragoni vengono fatti con i tribunali di Lucca e Pistoia, entrambi potenziati nell'organico con popolazione cittadina ed urgenze sicuramente inferiori. I sindacati fanno anche notare due altri aspetti. Il primo è legato al personale delle altre amministrazioni periferiche che sono state chiuse o trasferite, come quello della Ragioneria di Stato: in molti hanno fatto richiesta per un trasferimento verso il tribunale, richiesta che però non è stata mai accolta. L'altro aspetto è quello dei notevoli ritardi dei processi di innovazione tecnologica e di informatizzazione di tutta l'amministrazione della giusitiza: "Non siamo neppure in rete con gli altri tribunali. Prato è agganciata telematicamente solo col centro di informatizzazione di Napoli". In mancanza di risposte dal Ministero, la protesta andrà avanti e i sindacati non escludono il ricorso allo sciopero.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
