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Prato

lavoro e giustizia

Tribunale sott'organico, scatta la protesta dei dipendenti

Francesco Albonetti
Il sit in dei dipendenti del tribunale di Prato davanti al Palazzo di giustizia
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Il sit in dei dipendenti del tribunale di Prato davanti al Palazzo di giustizia

Sit in dei dipendenti davanti al Palazzo di giustizia di Prato. Numeri sottodimensionati rispetto alle necessità, lavoro difficile e straordinari non pagati. La solidarietà del presidente  Pisano e dell'ordine degli avvocati

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PRATO. Con dati sulla criminalità e sugli sfratti esecutivi da primato, il tribunale di Prato soffre una carenza di organico nell'ordine del 40%. Manca personale rispetto alle necessità, ma i posti sono vacanti anche rispetto alla pianta organica sottodimensionata, perché ferma ormai dal 2005. Per questo i lavoratori del Palazzo di Giustizia sono scesi in strada, con un sit in di due ore all'ingresso del tribunale. Per la prima volta, la protesta è condivisa da tutte le sigle sindacali rappresentate: funzione pubblica Cgil, Cisl Fp, Usd e Unsa. I lavoratori si sono incontrati col prefetto e hanno ricevuto la piena solidarietà del presidente del trubunale Nicola Pisano e del delegato dell'ordine degli avvocati Bartolini.

ORGANICO ALL'OSSO. La dotazione organica è di 64 dipendenti, i posti attualmente coperti sono 49 e quelli vacanti 15. C'è un solo dirigente amministrativo e dovrebbero essere 5, 11 funzionari giudiziari su 17, 7 cancellieri su 10, 17 assistenti su 18, 5 ausiliari su 6. La copertura dei posti di fatto, cioé quella delle personbe effettivamente presenti al lavoro, è però ancora inferiore, soprattutto fra cancellieri e assistenti. Un dirigente è a tempo parziale, così come 2 funzionari giudiziari, 3 assistenti giudiziari e un ausiliario. "I problemi di carenza d'organico hanno una doppia origine - dice Sergio Arpaia del sindacato Unsa - Da un lato il tribunale soffre delle carenze che in questo momento hanno tutti gli uffici pubblici. Dall'altro c'è proprio un caso Prato, legato al sottodimensionamento dei parametri rispetto alle necessità. I problemi sono destinati ad aumentare entro pochi giorni con i pensionamenti e alcuni traferimenti".

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TURNI MASSACRANTI E STRAORDINARI NON PAGATI. Ne consegue che il personale in servizio del tribunale lavora troppo e male. "Si va avanti con straordinari continui che non vengono pagati, solo grazie al senso di reponsabilità dei lavoratori. Su 36 ore settimanale, si superano costantemente le 9 ore , soprattutto da parte di chi è impegnato ad assistere nelle udienze. La risposta al cittadino è, gioco-forza, rallentata e non si riesce a far fronte all'enorme mole di lavoro". "La procura di recente è stata potenziata - dice Giovanni Iorno della Cgil - per far fronte alle attività straordinarie di controllo. Questo non è avvenuto in tribunale, nonostante il lavoro della procura cada a pioggia sul tribunale. Il paragone con Firenze è pietoso: a fronte di una popolazione di circa 100mila abitanti in più, l'organico del tribunale del capoluogo è 4-5 volte superiore a quello del tribunale di Prato".

IL PARAGONE CON LUCCA, PISTOIA E FIRENZE. Altri paragoni vengono fatti con i tribunali di Lucca e Pistoia, entrambi potenziati nell'organico con popolazione cittadina ed urgenze sicuramente inferiori. I sindacati fanno anche notare due altri aspetti. Il primo è legato al personale delle altre amministrazioni periferiche che sono state chiuse o trasferite, come quello della Ragioneria di Stato: in molti hanno fatto richiesta per un trasferimento verso il tribunale, richiesta che però non è stata mai accolta. L'altro aspetto è quello dei notevoli ritardi dei processi di innovazione tecnologica e di informatizzazione di tutta l'amministrazione della giusitiza: "Non siamo neppure in rete con gli altri tribunali. Prato è agganciata telematicamente solo col centro di informatizzazione di Napoli". In mancanza di risposte dal Ministero, la protesta andrà avanti e i sindacati non escludono il ricorso allo sciopero.

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