Sicurezza
"L'ultimo paziente" nel Misericordia e Dolce che si svuota
Un documentario di Santi racconta il trasferimento dal vecchio e storico ospedale al nuovo Santo Stefano. Dopo la "prima" a Firenze, il 9 dicembre sarà proiettato al Terminale
PRATO. Grande partecipazione di pubblico al cinema Colonna in Lungarno Ferrucci per la prima nazionale di “L’ultimo paziente”, un documentario del regista pratese Tommaso Santi, che racconta i quattro giorni di trasferimento dell’ospedale Misericordia e Dolce. Al termine della proiezione, a ingresso gratuito,è stato dato spazio a interventi e curiosità. La serata sarà replicata anche a Prato, martedì 9 dicembre, al cinema Terminale di via Carbonaia (ore 21.15).
“Sono molto contento di come è andata – commenta il regista pratese – è venuta tanta gente ed è stato uno dei primi eventi organizzati al Colonna, dopo la sua riapertura. Questo mi ha fatto molto piacere”. Il filmato documenta un evento epocale per Prato: la chiusura dopo secoli di attività, il 12 ottobre 2013, del vecchio ospedale di Prato, e il lavoro ininterrotto del personale durante i quattro giorni di trasferimento, per far sì che tutto si svolgesse senza intoppi.
“Una carovana di ambulanze ha trasportato dal vecchio al nuovo ospedale anziani e bambini appena nati, madri in gravidanza e malati di terapia intensiva - racconta Santi – un’operazione delicatissima e piana di incognite, al termine della quale il vecchio ospedale è rimasto completamente vuoto. Dopo un lavoro che è durato oltre un anno, è stato bello constatare che questo documentario funziona anche con un pubblico non pratese”.
L’interesse viene catturato principalmente da due aspetti: “Il racconto di un evento straordinario: è raro che un ospedale venga trasferito completamente, pertanto quello pratese ( tra l’altro l’unica struttura ospedaliera esistente in città) è un caso che colpisce e incuriosisce – spiega Santi – poi una seconda parte dedicata ai medici e al personale che raccontano, attraverso le loro esperienze, come nei decenni è cambiata la professione. Di fronte a certe immagini e testimonianze l’emozione è trasversale”. Il documentario è stato completamente autoprodotto, con l’unico sostegno di Toscana Film Commission.
IL TRAILER DEL FILM:
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