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Prato

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Via Molino del Ginori, vivere davanti a un muro - Video

di Ludovica Monarca
Andrea Venturi (primo da destra), con altri due residenti della zona
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Andrea Venturi (primo da destra), con altri due residenti della zona

Le case sono addossate alla ferrovia, la nuova parete rialzata di cemento ha ridotto il rumore ha anche gli spazi vitali. "Le Ferrovie devono completare i lavori e asfaltare la strada"

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PRATO. Casa vista muro. Così vivono i residenti di via Molino del Ginori a La Querce, a due passi dalla ferrovia. “Ma il nostro problema – dicono i cittadini – non è la vista (di certo non invidiabile), quanto la situazione in cui versa tutta la strada. E’ da quasi due anni che aspettiamo che Ferrovie dello Stato finisca i lavori iniziati…”.

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Lavori abbandonati. Proprio a causa della vicinanza con la ferrovia e per limitare l’impatto ambientale del rumore dato dal passaggio dei treni le Ferrovie dello Stato due anni fa hanno infatti iniziato alcuni lavori ingrandendo e alzando il muro già esistente sulle strade che sorgono attorno ai binari, compresa via Molino del Ginori. “Per farlo ovviamente hanno dovuto ribaltare tutta la strada – spiega Andrea Venturi, uno dei residenti di via Molino del Ginori – peccato però che la ditta incaricata dei lavori abbia “rattoppato” il manto stradale e sia sparita. L’asfalto è in condizioni pessime, mancano i canali di sfogo e quando piove si arriva ad avere fino a 10 cm di acqua. La situazione è insostenibile. Devono finire i lavori”. L’amministrazione comunale è stata contattata più volte dai residenti che nell’ultimo anno hanno raccolto quasi 500 firme di protesta e “ha espresso la sua disponibilità a prendersi carico dei lavori nel caso in cui Ferrovie non riesca a rispondere della situazione in tempi certi”. Non solo, il 21 gennaio i cittadini incontreranno la Commissione lavori pubblici per discutere alcune proposte riguardo alla viabilità dell’area. Oltre alla condizione di disagio data dai lavori lasciati incompleti questa zona di La Querce lamenta anche una difficile viabilità e scarsi collegamenti.

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Collegamenti. Proprio in fondo a via Molino ci sarebbe infatti un sottopasso di collegamento pedonale e ciclabile delle due parti della frazione: “ma è totalmente abbandonato a se stesso e impraticabile – spiega Venturi – E’ pieno di vegetazione, fango e non è nemmeno illuminato. Sarebbe di nuovo di competenza di Ferrovie ma se si continua a non avere notizie il Comune ci ha assicurato che prenderà in carico anche questa situazione".

Viabilità e segnaletica. Ma muoversi vicino in via Molino è difficile anche in macchina. “La strada è strettissima – spiegano i residenti – illuminata e soprattutto segnalata malissimo. Chi vi si immette non capisce di essere in una strada che non sbuca da nessuna parte per cui molti si trovano incastrati quando realizzano che è una via morta e per giunta a doppio senso”. Secondo i cittadini una possibile soluzione (che sarà discussa durante l’incontro con la Commissione) potrebbe essere quella di riaprire il vecchio collegamento con via Sotto il Vapore e creare una sorta di anello. “Vorremmo far notare anche – continuano i residenti – che queste strade attorno alla ferrovia non possono più sostenere il traffico di una volta, eppure, sempre a causa della mancata segnaletica il problema non si risolve”.

C'è una grande viabilità, e nessuno lo sa. C'è una grande viabilità realizzata da Autostrade per facilitare i collegamenti con la Perfetti Ricasoli e la zona commerciale dei Gigli. Peccato che sul territorio pratese manchi la segnaletica per far sapere che c'è. Così sotto pressione ci finisce via Cellerese, ancora sfruttatissima per andare ai Gigli da chi passa per via Firenze."Sono stati spesi 800.000 euro per una nuova strada, 14 metri di carreggiata, diretta e senza semafori, per arrivare ai Gigli e alla grande zona commerciale di Campi - spiega Mauro Franceschini al circolo I Risorti - Ma nessuno lo sa, visto che il Comune di Prato – al contrario di quello di Calenzano – si è “dimenticato” di segnalarla come si deve a chi percorre via Firenze”. "Così dal Rosi, per abitudine, tutti si buttano su via Cellerese - spiega Tina Casini  che abità lì - E su questa strada non si vive più".

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