Il Tirreno

Prato

MONTEMURLO

Sequestrate a Bagnolo tre confezioni cinesi

di Paolo Nencioni
Controlli in una ditta cinese a Bagnolo
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Controlli in una ditta cinese a Bagnolo

Controllo della squadra interforze nella zona industriale in un capannone che ospitava otto ditte, in alcune sono stati trovati dormitori abusivi

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MONTEMURLO. Tre confezioni cinesi sono state sequestrate al termine di un controllo effettuato dalla squadra interforze nella zona industriale di Bagnolo (Montemurlo) in un complesso industriale che ospita complessivamente 8 ditte. Solo tre di queste sono risultate attive mentre in altre due non è stato possibile accedere. In alcune delle confezioni sono stati trovati dormitori abusivi e per questo è scattato il sequestro.

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Alcuni anni fa nello stesso complesso industriale imprenditori cinesi avevano messo in piedi una fabbrica per la produzione di fusti per divani. Ancora prima il complesso era occupato da un lanificio italiano poi costretto a chiudere per la crisi del tessile. I proprietari hanno affittato ai cinesi.

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A un anno dalla tragedia della confezione Teresa Moda di via Toscana, nel cui incendio persero la vita sette operai cinesi, le condizioni di lavoro in molte aziende gestite da orientali sono ancora molto simili a quella della ditta del Macrolotto. Anche nello stanzone controllato dalla polizia municipale e dalla guardia di finanza (oltre che dai tecnici dell'Asl) a Bagnolo, i dormitori abusivi erano in fondo al locale, molto lontano dall'uscita, senza una via di fuga in caso di emergenza.

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Nei cubicoli di pochi metri quadri senza finestre gli operai cinesi ammassano tutto quello che serve loro per la vita quotidiana. La cucina è in comune, così come i servizi igienici. Chi lavora negli stanzoni di Montemurlo sembra comunque non particolarmente preoccupato dall'arrivo delle forze dell'ordine, qualche sorriso, espressioni rassegnate ma non abbattute.

La polizia municipale di Montemurlo conferma anche quanto già emerso negli ultimi tempi a proposito dei furti di macchinari sottoposti a sequestro, che si verificano quasi solo a Prato e non a Montemurlo. Il probabile motivo è che il valore delle macchine da cucire usate Yuki o Brother o Kansai, come quelle trovate a Bagnolo, oscilla tra i 50 e i 60 euro. Siccome a Montemurlo bastano 30 euro di sanzione per riaverle indietro, ai confezionisti conviene pagare. A Prato invece il Comune vuole 100 euro e forse è per questo che alcuni incaricano altri orientali di recuperarli: semplicemente perché spendono meno a pagare un ladro di quanto spenderebbero a pagare la sanzione. Anche se ovviamente non si può generalizzare.

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