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Prato

Napolitano scrive: «Regole da rispettare»

Napolitano scrive: «Regole da rispettare»

Lettera a Prato del presidente della Repubblica. I numeri dei controlli: «Regolari 242 ditte su 859»

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PRATO. Il sindaco Matteo Biffoni, aprendo la commemorazione delle sette vittime della Teresa Moda nel salone del consiglio comunale, ha annunciato di aver ricevuto una lettera dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella quale il presidente definisce Prato “il simbolo della manifattura italiana” e rinnova l’invito a lavorare nel rispetto delle regole. «Non siamo qui solo a commemorare la tragedia - ha detto Biffoni - ma siamo a ribadire che per Prato la tutela dei lavoratori è una priorità assoluta. Quanto accaduto l’anno scorso è stato per la città e per il paese intollerabile. Ogni volto che un uomo o una donna muore sul posto di lavoro, per noi è una sconfitta. Prato è una città amica di chi sta alle regole, è questo e solo questo il sistema Prato».

Sono 859 le imprese a conduzione cinese controllate a Prato, Pistoia e nella provincia di Firenze nel primo trimestre di controlli straordinari promossi dalla Regione per riportare la legalità nel settore delle confezioni, dal 1° settembre al 30 novembre. Le cifre sono state illustrate da Renzo Berti, responsabile dei controlli per conto della Regione, nel corso di un incontro che si è tenuto nel salone consiliare e al quale hanno preso parte il presidente delle Regione Enrico Rossi, il sindaco Matteo Biffoni, il procuratore capo facente funzioni Antonio Sangermano, il procuratore di Pistoia Paolo Canessa, il prefetto Maria Laura Simonetti e il procuratore generale della Corte d’appello Tindari Baglione.

«Forse siamo partiti tardi - ha detto il presidente Enrico Rossi - ma nessuno può dire che dopo un anno è tutto come prima. A chi ci chiede quanto costa questo progetto, rispondo che è un progetto a costo zero, e anzi forse ci farà guadagnare qualcosa, in termini di multe». Il presidente della Regione ha sottolineato anche il dato in positivo delle 242 imprese che sono state trovate in regola. Delle 859 aziende controllate, infatti, sono 242 quelle risultate in regola, 62 sono state sequestrate o chiuse, in 447 state accertate irregolarità, in altri 473 casi sono state fatte prescrizioni, mentre 93 imprese sono risultate non attive. Tra le irregolarità accertate figurano 85 dormitori abusivi, 63 cucine abusive, 17 depositi irregolari di bombole a gas, 184 impianti elettrici fatiscenti, oltre 200 macchinari non in regola. (p.n.)

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